Venerdì 29 ottobre, a poco più di un mese dal lancio di 10 ETF sui settori mondiali dell’indice MSCI World, Lyxor quota su Borsa Italiana 4 ETF Short sui settori europei dell’indice Stoxx Europe 600:
• Lyxor ETF Stoxx Europe 600 Oil & Gas Daily Short;
• Lyxor ETF Stoxx Europe 600 Basic Resources Daily Short;
• Lyxor ETF Stoxx Europe 600 Banks Daily Short;
• Lyxor ETF Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts Daily Short.
I nuovi ETF replicano, su base giornaliera, il rendimento inverso di 4 indici settoriali dello Stoxx Europe 600, l’indice composto dalle 600 società europee a maggiore capitalizzazione e liquidità.
Con le ultime quotazioni Lyxor incrementa a 105 ETF la sua gamma complessiva, che pertanto ora risulta essere la più numerosa di Borsa Italiana, e al contempo porta a 32 ETF la gamma di strumenti settoriali.
“E’ importante rilevare che i 4 nuovi ETF Short sui settori europei – spiega Marcello Chelli, referente in Italia per gli ETF di Lyxor – consentiranno di implementare agevolmente, e a basso costo, strategie long / short (eventualmente market neutral) sul mercato azionario europeo. Nello specifico, infatti, essi potranno essere opportunamente abbinati ai 18 ETF Long sui settori europei e agli ETF Long e Short sugli indici europei”.
In un contesto di elevata correlazione tra mercati e asset class, i settori risultano fondamentali per diversificare un portafoglio e per ricercare extra rendimenti. Essi, a parte le citate strategie long / short, consentono di:
1) Realizzare una “rotazione settoriale” investendo periodicamente nei Settori Long con le migliori prospettive di rendimento e nei Settori Short con le peggiori prospettive di rendimento;
2) Aumentare la diversificazione del proprio portafoglio aggiungendo uno o più settori poco correlati con il patrimonio già detenuto.
I quattro ETF sono “armonizzati”, fiscalmente ottimizzati, hanno un costo totale (TER) di 0,45% all’anno e capitalizzano i dividendi nel patrimonio dell’ETF.
Anche nel 2010 Lyxor si è confermato il 1° Gestore di ETF in Italia per Contratti (69%), Controvalore (60%) e Patrimonio (45%) (fonte: Borsa Italiana, gen-sett 2010).