Ubs ha lanciato nella Borsa svizzera, martedì 18 gennaio, i suoi primi Etf correlati a indici di materie prime, conformi alla Direttiva Ucits III (armonizzati). Si tratta di tre comparti della Sicav irlandese Ubs Etf Plc che mirano alla replica di due distinti benchmark proprietari. Due pensati espressamente per la clientela istituzionale (caratteristica è la lettera I finale nella denominazione del fondo), l’Ubs-Etf Dj-Ubs Commodity Index Sf-I (Isin: IE00B57PM175) e l’Ubs-Etf Cmci Composite Sf-I (Isin: IE00B56HZD74), ed uno disegnato per gli investitori retail (di classe A), l’Ubs-Etf Cmci Composite Sf-A (Isin: IE00B53H0131), correlato al medesimo indice Ubs Bloomberg Cmci Composite; la sigla Cmci sta per Constant Maturity Commodity Index. Gli Etf sono gestiti con una tecnica di replica sintet ica (non sarebbe possibile fare altrimenti, rispetto a indici basati su contratti future) e commissioni totali annue massime dello 0,45% e 0,62%, rispettivamente per le classi I ed A, che presentavano dei valori unitari per quota, al momento del lancio dei fondi, di 100.000 e 100 dollari; i proventi sono capitalizzati.
Il Cmci Composite è un indice innovativo, parte della famiglia di benchmark Cmci sviluppata da Ubs in collaborazione con Bloomberg, che riflette le performance di ben 26 future su singole commodity, selezionati su fino a 5 diversi punti della curva forward: a 3 e 6 mesi, e a 1, 2 e 3 anni. L’obiettivo è quello di offrire all’investitore un’esposizione il più possibile diversificata, continuativa e rappresentativa al segmento delle materie prime, evitando o minimizzando le perdite nelle fasi contango (quando il future successivo a quello in scadenza ha un prezzo superiore a quest’ultimo) e, nel contempo, beneficiando dei guadagni nei mercati backwardated (quando è il future entrato in sostituzione di quello in scadenza ad avere un prezzo inferiore ad esso).
Questa metodologia di gestione del rolling, secondo Ubs, è capace di fornire ritorni più elevati, nel lungo termine, e una volatilità più bassa, rispetto ai tradizionali indici di commodity (le performance, però, variano anche sensibilmente secondo il periodo preso in analisi, ndr). Tra questi vi è certamente il Dow Jones-Ubs Commodity Index, un indice composto da 19 future su singole materie prime, ponderate tenendo conto della loro rilevanza economica e liquidità di mercato, il cui rinnovo dei future in scadenza avviene con il classico rispettivo front month.
Oltre ad essere impiegato quale benchmark del terzo nuovo Etf di Ubs sopra citato, il Dj-Ubsci è anche utilizzato da un Etf di iShares/BlackRock, quotato pure nell’Etfplus, l’iShares Dow Jones-Ubs Commodity Swap (De) [Isin: DE000A0H0728], e da una Etc di Etf Securities, anch’essa listata, tra le altre in Borsa Italiana, l’Etfs All Commodities Dj-Ubsci (Isin: GB00B15KY989).
[di Marco Ciatto, per Borsa & Finanza]