di Samuele Camellini
È l’anniversario decennale dallo scoppio della bolla internet. Giusto nel marzo del 2000, il Nasdaq raggiunse il proprio apice arrivando sopra quota 5.000 punti. Erano i tempi delle “dot com”. Periodo nel quale si credeva che bastasse aprire un sito internet per guadagnare denaro. In effetti, in quell’epoca spesso capitava. Non era inverosimile trovare aziende genericamente riconducibili alla rete valutate dieci, venti o addirittura cinquanta volte il proprio valore di libro o il fatturato. Passata una decade, l’indice tecnologico statunitense veleggia intorno ai 2.300 punti; meno della metà dei giorni d’oro. Cos’è successo in questo periodo? Come si sono comportati i fondi specializzati sui titoli del settore? L’information technology ha ripreso a ruggire nell’ultimo anno e osservando i dati nei periodi a sei, tre e un mese i valori risultano tutti positivi.
Guardiamo nel dettaglio i riscontri riferiti agli ultimi trenta giorni. Il migliore risulta essere Sella Global Strategy Internet, un comparto totalmente focalizzato sulle aziende che fanno della rete il proprio core business. Inevitabile perciò trovare come principali titoli in portafoglio Cisco, Google, Qualcomm, Time Warner, Amazon, eBay e McAfee. In seconda posizione JP Morgan Funds Us Technology prevalentemente esposto sull’hardware (52%), seguito dal software (23%) e dalle telecomunicazioni (13%). Ancora hardware sugli scudi (49%) con Franklin Technology Fund in terza posizione con un rendimento in euro del 14,93% nell’ultimo mese. L’area di riferimento dei tre fondi citati è quella nordamericana, anche se il comparto di Sella e quello di Templeton guardano anche ad altre regioni ma, come ben si sa, la tecnologia dell’informazione risiede nella Silicon Valley e poco più in là. Subito fuori dal podio troviamo Dit-Internet Fund di Allianz RCM. In questo caso il settore più gettonato è quello delle telecomunicazioni con un peso del 35%. Il rendimento medio dei fondi che stiamo considerando è stato del 9,05% nel mese di riferimento. Ben diciotto su trentadue comparti hanno superato questa soglia. In doppia cifra, oltre ai prodotti già citati, si collocano altri sette strumenti. Tre di questi sono Etf specializzati sull’indice DJ Stoxx 600 Technology; l’indice di riferimento delle principali aziende tecnologiche europee.
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