Pir, quelle agevolazioni fiscali ancora a rischio

ZONE GRIGIE – Dubbi interpretativi sulle norme fiscali dei pir, i piani individuali di risparmio. A metterli in evidenza è il settimanale Milano Finanza che, a tre mesi dall’introduzione di questi strumenti d’investimento, rileva l’esistenza di alcune zone grigie che potrebbero far venire meno la detassazione prevista per i rendimenti dei pir, stabilita dalla legge. Per godere di questo beneficio, il portafoglio di un pir deve però essere composto per il 70% di titoli emessi da società con una stabile organizzazione in Italia. Inoltre, il 30% di questo 70% deve essere investito in strumenti finanziari di società non incluse nell’indice Ftse Mib della borsa italiana o in listini equivalenti. Inoltre, le agevolazioni fiscali scattano solo se le regole sulla composizione del portafoglio vengono rispettate alla lettera per più di tre quarti dell’anno (cioè per più di tre trimestri). Poiché molti pir creati in Italia sono ancora in fase di rodaggio e diverranno realmente operativi solo da maggio in poi, non è ancora chiaro se potranno godere dell’esenzione fiscale. E’ compito delle autorità tributarie, dunque, fare un po’ di chiarezza.

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