Fondi – Parola d’ordine, rischio

Rischio sovrano, necessità di aumentare il tetto del debito pubblico americano al fine di evitare un default, stress test sul sistema bancario… non c’è dubbio che il concetto di rischio sia nuovamente al centro dell’interesse e delle inquietudini degli investitori. Il rischio è insito in ogni forma di attività economica ma assume un rilievo particolare in campo finanziario ove l’oggetto stesso della “produzione” è rappresentato da attività e passività proiettate nel futuro, presentano intrinsecamente tutte le tipologie di incertezza.

I tipi di rischio sono i più vari e collegabili a diversi fattori, quello di credito ad esempio, classico per strumenti obbligazionari, non dipende soltanto da eventi riconducibili al debitore ma anche dalla solidità del Paese in cui è collocato; le ultime vicende legate alla stabilità di molti Paesi europei ne sono un esempio lampante. Nel mondo del risparmio gestito il rischio è rappresentato da due principali componenti, la composizione dei portafogli e le strategie di gestione più o meno capaci di contenerlo.

Il sistema Bluerating parte dal processo di classificazione e categorizzazione che consente di orientarsi all’interno di un numero sempre crescente di strumenti finanziari e di tecniche di gestione degli investimenti. Le cosiddette categorie sono costituite da gruppi di “strumenti” con caratteristiche che li rendono confrontabili agevolando il confronto tra prodotti omogenei. Questo processo di aggregazione ha la funzione di collocare in uno stesso gruppo i fondi che, sulla base delle politiche gestionali dichiarate e dei portafogli effettivi, presentano livelli di rischio potenziale analoghi. Ogni mese ognuna delle quasi 200 categorie Bluerating è poi analizzata dal punto di vista dei risultati ottenuti, culminando nell’attribuzione di un giudizio di merito, il rating, che permette di individuare i migliori ed i peggiori.

I fondi, in funzione dei risultati ottenuti rispetto ai prodotti comparabili, possono ottenere da 1 a 5 corone, rating, quest’ultimo, che è attribuito al miglior 10% di ogni categoria. Sebbene le valutazioni si basino sul un arco temporale piuttosto lungo, 3 anni, ogni mese si realizza una rotazione con un certo numero di prodotti che approda alla massima valutazione. Tra questi ve ne sono spesso una parte che ottiene il rating per la prima volta, generalmente per la precedente mancanza di serie storiche sufficientemente lunghe oppure per altre caratteristiche qualitative non sufficienti come la comunicazione puntuale e continuativa del valore delle quote, necessaria per valutazioni corrette.

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