SETTE MILIARDI DI RACCOLTA – L’industria italiana del risparmio gestito ha raccolto circa sette miliardi di euro nel mese di aprile 2014 (36,4 miliardi da inizio anno): il dato, pur segnando una flessione rispetto ai 18,8 miliardi di marzo, porta il patrimonio del settore a toccare un nuovo record a quota 1.405 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalle ultime rilevazioni mensili di Assogestioni, che evidenziano come le sotrtoscrizioni nette si siano suddivise equamente tra gestioni di portafoglio, dove sono affluiti 3,1 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi riconducibili ai mandati istituzionali, e gestioni collettive, con 3,8 miliardi.
I FONDI COMUNI – All’interno di quest’ultima categoria, si segnala il forte contributo dei fondi comuni, che da soli hanno raccolto 3,8 miliardi (5 milioni la raccolta dei fondi chiusi): il rallentamento rispetto alla raccolta di marzo (14 miliardi), è dovuto soprattutto alla frenata dei prodotti obbligazionari (1,6 miliardi contro i 7,9 miliardi di marzo) e azionari (281 milioni contro i precedenti 981 milioni), mentre i fondi flessibili hanno archiviato il mese a quota 3 miliardi (da 4,6 miliardi). In deciso peggioramento invece i fondi monetari, che hanno perso 999 milioni contro il rosso di 296 milioni registrato a marzo, mentre i fondi bilanciati hanno perso 146 milioni e gli hedge 57 milioni.
IL SORPASSO DEI FONDI ITALIANI – A livello di domiciliazione geografica dei fondi, si segnala l’inedito sorpasso dei fondi di diritto italiano su quelli domiciliati all’estero, con i primi che hanno raccolto 2,56 miliardi a fronte delle sottoscrizioni per 1,3 miliardi dei secondi.
PATRIMONIO RECORD – Per quanto riguarda invece il patrimonio del settore, il 55% delle masse, circa 766 miliardi, risulta investito nelle gestioni di portafoglio, tra cui spiccano i mandati istituzionali, con asset superiori a 665 miliardi di euro. Le gestioni collettive controllano il restante 45%, pari a 639 miliardi, di cui 597 miliardi in mano ai fondi comuni.