ECONOMIA CINESE – “La natura dei dati statistici cinesi pubblicati questa mattina è tale da rassicurare in merito all’andamento dell’attività economica in Cina“, scrivono gli analisti di Lazard Frères Gestion. “Se la nostra analisi dell’economia cinese ci porta da tempo ad anticipare un rallentamento progressivo della crescita, a causa della transizione verso un modello più legato ai consumi che all’investimento, la debolezza dei dati nella prima parte dell’anno aveva potuto far temere un deterioramento più forte del previsto. Le misure di sostegno all’economia messe in atto dal governo cinese sembrano dare i loro frutti dato che il Pil registra un incremento del 7% su base annua nel secondo trimestre, rispetto a stime del consensus del +6,8%. I dati per il mese di giugno confermano il miglioramento in atto, sia per quanto riguarda la produzione industriale (accelerazione dal 6,1% al 6,8%), sia le vendite al dettaglio (crescita in termini di volumi del 10,6% a/a) o gli investimenti, in particolare nelle infrastrutture, e ribadiscono la tendenza indicata dai dati del commercio estero che mostravano un marcato rimbalzo delle importazioni, sinonimo di miglioramento a livello interno”.
EFFETTO SULLA BORSA – “Questi dati sembrano convalidare il recente miglioramento dell’economia cinese e mostrerebbero che il governo conserva la propria capacità di orientamento della crescita. Continueremo tuttavia a monitorare attentamente l’andamento dell’economia cinese, in quanto il ripristino dell’equilibrio di quella che è diventata nel corso degli anni la seconda economia mondiale (in termini di parità di potere di acquisto) resta un’operazione delicata. Per quanto riguarda il mercato borsistico cinese, ha accolto tali dati positivi con un ribasso del 3,5%. Ne approfittiamo per ricordare che le azioni cinesi erano state sostenute da un meccanismo molto simile a una bolla speculativa: circa un milione di conti titoli aperti ogni giorno, fortissimo aumento degli acquisti a effetto leva. Dal 30 giugno 2014 all’8 giugno 2015, la Borsa di Shanghai aveva registrato un rialzo del 146%, ma la bolla si sta sgonfiando progressivamente. Malgrado il fatto che l’investimento in Borsa sia molto in voga, come mai prima d’ora, gli effetti dello sgonfiamento della bolla sull’economia non dovrebbero essere troppo importanti. Con un P/E di 15x e stime di crescita elevata dato lo scenario economico, le azioni cinesi non sembrano particolarmente convenienti”, concludono gli analisti.