L’investimento sostenibile non è un asset class, ma un contributo a un miglior metodo di gestione al rischio di portafoglio. È la principale evidenza emersa dal convegno “L’Italia è pronta per la sostenibilità? Investimenti esg, un cammino lungo 20 anni”, organizzato da Assogestioni e Banca Generali in occasione del Salone del Risparmio di quest’anno.
Al centro del dibattito il tema che ha animato l’edizione 2019 dell’evento dedicato all’industria del risparmio gestito: la diversity, la sostenibilità e l’investimento socialmente responsabile. Ebbene, partendo da una ricerca presentata da Nicola Ronchetti, founder e ceo di Finer, è stato certificato che attorno a queste tematiche esiste un certo grado di confusione sia tra gli investitori (soprattutto tra la fascia di clientela mass market) che tra gli operatori di mercato. “Ma il nostro è in ogni caso un Paese pronto per questo tipo di sviluppo”, dichiara in conclusione Nicola. “E questo nonostante una conoscenza generica e basata su una esperienza individuale. I veri protagonisti nell’informazione saranno i consulenti finanziari. L’invito è quindi rivolto alle reti, alle banche e agli asset manager a puntare su questo approccio e, soprattutto, differenziare l’offerta”.
Anche Michele Calcaterrra, a.d. di ECPI Group, ha sottolineato come il concetto di sostenibilità debba essere presente in ogni investimento. Questo perché si tratta di un approccio che combina elementi quantitativi di un’azienda (analisi di bilancio, raitng, ecc…) con elementi qualitativi (impatto ambientale, responsabilità sociale, governance) e che quindi ha lo scopo di arrivare a un investimento più “raffinato”, mitigando il rischio non senza tralasciare naturalmente il rendimento. Insomma, una vera e propria attività concreta di risk management. D’altronde l’equazione “Sostenibilità – reputazione – fiducia” è alla base di ogni decisione d’investimento.
Concetti ampiamente approfonditi anche nella successiva tavola rotonda moderata da Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera a cui hanno partecipato Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali, Anna Vizzari, economista senior Altroconsumo, Andrea Sanguinetto, responsabile commerciale e vice direttore generale Pramerica Sgr e Tommaso Tassi, head of Italy distribution Aberdeen Standard Investments.
La percezione comune è che l’investimento in chiave sostenibile stia prendendo piede anche in Italia. E che oltre all’attenzione all’ambiente e alle tematiche tipicamente sostenibili, ci si debba concentrare anche su elementi meno “appealing” – come una buona governance societaria – ma altrettanto fondamentali per la stabilità di un’azienda, e quindi per un investimento più sicuro e sostenibile da parte della clientela.