ASTA DEI BOT IL 12 MARZO – Il prossimo appuntamento con le aste dei titoli di Stato è per mercoledì 12 marzo, giorno in cui il ministero del Tesoro – che offre questo tipo di obbligazioni allo scopo di finanziare il debito dello Stato – ha fissato un'asta di Bot. E si può ipotizzare una risposta soddisfacente da parte degli investitori, considerando che il 26 febbraio lo stesso ministero ha collocato gli 8,5 miliardi in asta. Il rendimento medio in quella occasione è sceso sotto la soglia dello 0,5% per la prima volta dall'introduzione dell'euro, attestandosi sullo 0,455% dallo 0,59% dell'asta di gennaio.
RENDIMENTI AI MINIMI – Il meccanismo, in genere, è questo: maggiore è la richiesta di un'obbligazione, minore è il rendimento che alla fine offre. Dobbiamo infatti pensare al rendimento come a un qualcosa che può "orientare" la reazione dei risparmiatori: minore è l'interesse di questi ultimi, maggiore sarà il rendimento, che quindi diventerà più interessante; se invece c'è già troppo interesse, l'assalto all'obbligazione lo si evita con rendimenti che automaticamente diventano più bassi, raffreddando così almeno un poco gli entusiasmi. Anche qui, però, la virtù sta nel mezzo: sarebbe meglio non puntare solo sui titoli che offrono rendimenti troppo bassi, perché hanno sì un solido emittente alle spalle ma per contro il valore delle loro cedole e/o del rimborso complessivo finale potrebbe venire eroso dall'inflazione; né è bene limitarsi ai titoli che danno super rendimenti (tipo il 15-20%), perché di solito sono sintomo di un'emittente dai piedi d'argilla. Si veda, per esempio, il caso Argentina di qualche anno fa.
COSA SONO I BUONI DEL TESORO – Ricordiamo che i Bot sono Buoni ordinari del Tesoro. Si tratta di titoli "zero coupon", ovvero senza cedola, nel senso che versano gli interessi maturati alla scadenza del titolo, insieme al rimborso della somma investita. Hanno una durata inferiore o uguale a 12 mesi.