MENTRE DRAGHI PUNTA I PIEDI, LE BANCHE EMETTONO NUOVI BOND – Nonostante le polemiche suscitate dalla lettera con cui Mario Draghi avrebbe preso posizione nei confronti dell’ipotesi, caldeggiata dalla Germania e che la Commissione Ue sembra intenzionata a fare propria, di concedere aiuti di stato alle banche solo dopo il “bail-in” (coinvolgimento) dei debitori privati con azzeramento dei rimborsi per i bond subordinati e/o conversione degli stessi in capitale azionario, le banche italiane continuano a collocare nuovi covered bond.
DOPO CARIGE ANCHE UBI TORNA A FARE FUNDING SUL MERCATO – Dopo Banca Carige, tornata sul mercato la scorsa settimana con un’emissione da 750 milioni di euro a cinque anni con cedola pari al 3,875% (che con un prezzo di reoffer pari a 99,466 è risultato pari a poco meno del 4% lordo al collocamento), è stata la volta di Ubi Banca, che oggi dovrebbe aver collocato (si attende la nota ufficiale) un bond di importo analogo ma scadenza inferiore ai 4 anni (aprile 2017), con una cedola del 2,75% (che con prezzo di reoffer pari a 99,727 equivale al 2,836%). Se per l’istituto ligure lo spread sopra il mid swap di pari durata è risultato pari al 2,75%, nel caso della banca popolare lombarda lo stesso è stato indicato pari all’1,95%.