PIAZZA AFFARI PAGA CARA LA CRISI DI GOVERNO – Milano nettamente più debole delle altre piazze europee stamane, complice l’esplodere della crisi di governo che crea nuova tensione su tassi e spread sull’obbligazionario e penalizza il comparto finanziario a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib perde così il 2,03% mentre l’indice Ftse Italia All-Share segna -2,06% e il paniere Ftse Italia Star cala del 2,12%. Tra le blue chip italiane si segnala il rimbalzo di Telecom Italia dopo che Jp Morgan ha alzato il giudizio da “underweight” a “neutral con target price portato da 0,46 a 0,60 euro per azione, in previsione di un possibile aumento di capitale, relativamente contenuto, assieme alla cessione di Tim Brasil, con un possibile avvicendamento ai vertici che vedrebbe l’uscita di scena del presidente Franco Bernabè e l’arrivo di un manager esterno come Massimo Sarni (attuale numero uno di Poste Italiane) o Francesco Caio (attualmente responsabile dell’agenda digitale). Bene anche Tenaris, mentre in rosso si notano Fondiaria-Sai e Mediobanca, oltre il 4% di perdita, seguite da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco Popolare, tutte sopra il 3,5% di calo.