S&P lima il merito di credito e taglia le previsioni di crescita dell’Italia

DLE PROSPETTIVE RESTANO DEBOLI – La decisione di Standard & Poor’s di tagliare a BBB da BBB+ il rating a lungo termine della Repubblica italiana (il rating a breve termine è invece rimasto stabile ad A-2), con outlook “negativo” a causa dei timori di un “ulteriore peggioramento delle prospettive per l’economia italiana dall’alto di un decennio di crescita reale media pari a -0,04%” e dopo che “nel primo trimestre del 2013 la produzione economica è risultata dell’8% inferiore a quella dell’ultimo trimestre del 2007” non sembra per ora preoccupare eccessivamente Piazza Affari, i cui indici sono in calo di circa mezzo punto dopo i primi scambi a causa principalmente dell’ulteriore indebolimento del comparto finanziario. Secondo gli esperti di Standard & Poor’s, che hanno anche tagliato le previsioni sulla variazione del Pil 2013 a -1,9% (rispetto al -1,4% indicato nel marzo scorso) e a +0,5% quelle sulla crescita del 2014, a fine anno il Pil procapite “dovrebbe risultare tra i 25 e i 33mila dollari, ossia sotto i livelli del 2007”.

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