Dalla Svizzera al Liechtenstein: ecco i Paesi dove resiste ancora il segreto bancario

L’ACCORDO CON SAN MARINO – Dopo la ratifica dell’accordo tra Italia e San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali, cade il segreto bancario. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, la convenzione prevede, infatti, lo scambio di informazioni necessario per prevenire l'elusione e l'evasione fiscale.

GLI ACCORDI DI RUBIK – In Europa alcuni Paesi, tra cui la Svizzera, resistono al segreto bancario. Il Paese ha siglato i cosiddetti "accordi di Rubik" con Austria, Regno Unito e Germania (accordo poi sospeso), che prevedono il mantenimento dell'anonimato sui conti in cambio di una tassazione a forfait sul passato e un prelievo standard per il futuro, ricorda lo stesso quotidiano finanziario. E l’Italia? Le trattative tra i due si sono arenate.

IL NO DELLA SVIZZERA – Dalla Svizzera peraltro, è arrivato il primo stop alla rimozione del segreto voluto da ambienti europei, con la bocciatura ad ampia maggioranza della procedura di urgenza sulla discussione volta a ratificare l'accordo fiscale con gli Stati Uniti. È invece il Lussemburgo ad aver annunciato l’intenzione di scambiare informazioni con il resto dell'Unione europea a partire dal 1° gennaio del 2015.

GLI ALTRI PARADISI FISCALI – Anche l’Austria ha seguito l’esempio, aprendo le porte alla revisione degli accordi con l'estero sul trattamento fiscale dei conti di cittadini non residenti. Qualcosa si muove anche altrove: gli Stati membri hanno recentemente incaricato la Commissione Europea di dare avvio a una trattativa con Andorra, Liechtenstein, Monaco e San Marino per rivedere gli accordi sulla tassazione dei redditi da risparmio, ha concluso Il Sole.

Tag: