Milano soffre il calo dei finanziari, riparte Telecom Italia

UNA GIORNATA CONVULSA PER IL LISTINO DI MILANO – La minaccia di dimissioni in blocco di deputati e senatori Pdl e il timore che l’ennesimo braccio di ferro sul tetto al deficit federale in atto al Congresso Usa rischi di portare gli Usa a dover dichiarare default (con conseguente taglio del rating sovrano e innalzamento dei tassi sui titoli di stato, non solo americani) pesano sulla borsa di Milano che a fine giornata vede l’indice Ftse Mib perdere l’1,20%, mentre l’indice Ftse Italia All-Share cede l’1,13% e il paniere Ftse Italia Star limita come può i danni (-0,40%).

TELECOM ITALIA RIPARTE, INTESA SANPAOLO FRENA – Tra le blue chip italiane si salvano dal rosso Telecom Italia (in recupero del 4,11% a seguito dell’affiorare dell’ipotesi che si modifichino le norme sull’Opa per obbligare Telefonica a lanciare un’offerta sul mercato) e Autogrill, che il primo ottobre vedrà lo scorporo delle attività “duty free”. Male invece i finanziari (come del resto in tutta Europa) a partire da Intesa Sanpaolo (che sconta anche rumor, smentiti, di uno scontro ai vertici che potrebbe portare Enrico Cucchiani a lasciare la poltrona di amministratore delegato), Banco Popolare, Bper e Mediolanum, tutte in rosso di oltre 3 punti a testa.