Borsa: dopo Atene Piazza Affari la peggiore al mondo degli ultimi dieci anni

LO STUDIO MEDIOBANCA – Secondo uno studio dell’ufficio Mediobanca, a parte Atene con la Grecia a rischio default, negli ultimi 10 anni la Borsa di Milano è stata la peggiore al mondo e l'unica con un andamento negativo. Piazza Affari, infatti, dal dicembre 2002 ha perso il 5,6%, contro una crescita del 129% della Germania. Le migliori sono quelle emergenti con il primato assoluto per Jakarta, cresciuta del 957%, seguita da Città del Messico (+558%), Mumbai (+511%) e San Paolo (+396%).

CAPITALIZZAZIONE – Dieci anni fa, alla fine del 2003, Piazza Affari era undicesima al mondo con 490 miliardi di euro di capitalizzazione, pari al 38% del Pil di allora, oggi l'incidenza sul Pil è pari solo al 22,6% mentre l'incidenza sul valore totale delle Borse mondiali non arriva nemmeno all'1% fermandosi allo 0,9%. Le ultime in ordine di tempo a scavalcare Piazza Affari sono state la Malesia e l'Indonesia, mentre il Messico era già riuscito nel sorpasso un anno fa.

RENDIMENTO –  L'investimento sul listino azionario di Milano non conviene rispetto ai titoli di Stato e non ripaga il rischio: sugli ultimi 18 anni, solo in otto casi Piazza Affari ha fatto meglio dei Bot. E nel lunghissimo periodo le azioni non battono nemmeno l'inflazione: dal 1928 a oggi la Borsa ha un rendimento nominale del 6,4% annuo ma in termini reali, con un'inflazione media dell'8,8%, diventa negativo del 2,4%.

QUOTAZIONI – Un altro dato allarmante è relativo all'appeal di Piazza Affari per le aziende non ancora quotate. Dal 1998, anno di privatizzazione della Borsa italiana, senza calcolare l'effetto Expandi, il saldo netto è nullo, vale a dire che si è registrato un numero di ingressi pari a quello delle cancellazioni. In termini cumulati, guardando dal 1990 ad oggi, il listino si è impoverito di 29 unità ed è stato salvato solo dell'apporto (33 titoli, di cui 45 iscrizioni e 12 cancellazioni) dell'ex Nuovo mercato, senza il quale il saldo sarebbe negativo per 62 titoli.