Gli analisti valutano i costi dell’accordo Cdu-Spd

CREDIT SUISSE COMMENTA L’ACCORDO CDU-SPD – Come prevedibile l’annunciata intesa tra Cdu-Csu e Spd per dar vita a un governo di “grosse koalition” (presumibilmente entro Natale, una volta che l’intesa sarà stata approvata, tramite referendum, dalla maggioranza degli iscritti alla Spd) sta generando i primi commenti delle maggiori case d’investimento, che sembrano preoccupate in particolare per i costi legati al compromesso raggiunto. Credit Suisse in una nota distribuita stamane segnala come a breve termine “parte dell’intesa sarà finanziata rinunciando avanzi di bilancio previsti pari a 15 miliardi di euro (lo 0,5% del Pil). Ma questo difficilmente basterà a finanziare l’intero accordo di coalizione negli anni a venire”.

PIU’ CRESCITA O PIU’ TASSE PER FINANZIARE IL TUTTO? – L’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni si prevede verrà a costare tra i 5 e i 12 miliardi di euro, notano gli esperti, mentre il miglioramento delle pensioni per le lavoratrici madri più anziane (misura che partirà già dal prossimo anno) significherà un costo supplementare di 6 miliardi di euro. Più in generale “il costo di una maggiore regolamentazione del mercato del lavoro, combinata con l’introduzione del salario minimo, si stima possa aggiungere altri 15 miliardi di euro di costi”. Le stime preliminari fanno prevedere dunque “un incremento dei costi sul bilancio di 15 miliardi di euro (quasi il 0,6% del Pil) nel 2016-2017 e molto dipenderà da come l’economia della Germania si svilupperà quando si tratterà di finanziare tutto questo”. Si punterà su maggiore crescita o si dovranno introdurre più tasse?

COSA CAMBIA PER L’EUROPA – Sembrano esservi poche conseguenze per la politica estera seguita finora dal cancelliere Angela Merkel. La Spd ha insistito affinché la Germania faccia pressione perché i fondi di sviluppo europei siano finanziati tramite una maggiore tassazione della banche e si faccia il possibile per combattere la disoccupazione giovanile. In quest’ottica la Germania continuerà a cercare di far introdurre una “Tobin Tax” sulle transazioni in azioni, bond, cambi e derivati. Per quanto riguarda i rapporti commerciali Francia e Polonia restano i partner di riferimento di Berlino, che mira anche a far espandere ulteriormente l’Unione Europea nell’area occidentale dei Balcani.

OCCHIO DI RIGUARDO PER TURCHIA E USA – La Germania supporterà anche l’ingresso della Turchia nella Ue e se questo non dovesse avvenire offrirà ad Ankara un accordo di partnership privilegiata tra i due paesi. Le relazioni tra Germania e Stati Uniti resteranno “distinte” da quelle degli altri paesi e Berlino negozierà direttamente con Washington un accordo sulla protezione dallo spionaggio di dati sensibili, accordo che non ostacolerà le trattative per raggiungere un’intesa di libero scambio tra Ue e Usa.