IL PIL DOVRA’ CRESCERE PERCHE’ LE TASSE PESINO MENO – Il Pil italiano dovrà crescere del 2,9% in termini nominali, ovvero dell’1% reale (a fronte di un deflattore del Pil stimato pari all’1,9% dall’1,6% del 2013) se nel 2014 si vorrà che la pressione fiscale “cali” dal 44,3% al 44,2%. I calcoli sono presto fatti in base alle previsioni ufficiali del governo dall’economista e blogger Mario Seminerio, che sul blog Phastidio.net ricorda come entrate tributarie e contributi sociali siano previste in crescita del 2,6% quest’anno, mentre il Pil nominale dovrebbe essere calato di circa lo 0,6% ancora nel 2013.
GOVERNO FARA’ CHIAREZZA SU IPOTESI ALTERNATIVE? – Se le ipotesi contenute nell’ultima nota di aggiornamento del Def saranno corrette o meno e se dunque la repressione fiscale non peggiorerà ulteriormente lo scopriremo solo nei prossimi trimestri, ma per maggiore trasparenza occorrerebbe, come ricorda anche Seminerio, “valutare scenari alternativi, sulla base di ipotesi di elasticità del gettito tributario e contributivo a variazioni del Pil nominale”, numeri che di certo “sono nella disponibilità del capo del governo e del ministro dell’Economia”. Chissà se col nuovo anno si vorrà fare per una volta chiarezza su un tema tanto delicato quanto facilmente oggetto di campagne mediatiche tanto più in vista di possibili confronti elettorali?