TWITTER: IL 2014 RAFFREDDA GLI ENTUSIASMI – L’euforia post-Ipo potrebbe già essere alle spalle per le matricole più “calde” di fine 2013 a Wall Street (Twitter) e Piazza Affar (Moncler). Il sito di microblogging pur recuperando oggi l’1,75% a 58 dollari per azione (livello che equivale ad un +123% dai 26 dollari del prezzo di collocamento di inizio novembre), da inizio anno perde il 9%, allontanandosi sempre di più dal picco di 73,31 dollari segnato alla chiusura del 26 dicembre scorso (ma nel corso della seduta erano stati toccati anche i 74,73 dollari) per l’emergere dei primi dubbi sulle prospettive della raccolta pubblicitaria del gruppo e dopo che Morgan Stanley (una delle banche che ha curato l’Ipo di Twitter) ha tagliato a “sell” (vendere) il rating indicando un target price di soli 33 dollari per azione.
ANCHE MONCLER TIRA IL FIATO MA PIACE ANCORA – A Milano intanto Moncler rimbalza del 4% risalendo a 14,67 euro, vale a dire il 43,8% in più dei 10,20 euro chiesti dagli azionisti venditori un mese or sono. Ma anche nel caso del marchio di moda controllato da Remo Ruffini il bilancio da inizio anno è negativo (-6,65%) e le quotazioni sempre più distanti dal picco di 16,60 euro toccati lo scorso 2 gennaio. A differenza di Twitter per il momento Moncler vede solo un giudizio, positivo, sul titolo da parte di Isi Group (“buy”), per di più con un target price decisamente interessante (20 euro per azione).