INVESTIRE OLTRE I BOT – I Bot annuali, il parametro nazionale per calcolare la remunerazione della liquidità, rendono ormai meno dello 0,6% lordo. All’asta di questa settimana pagava lo 0,592%, nuovo minimo storico dopo l'asta di metà febbraio. Che cosa può fare chi desidera un rendimento della liquidità? Lo spiega il sito Wallstreetitalia.com. Se l’obiettivo è un parcheggio non impegnativo (e quindi un tempo breve) ci si può spostare sui Btp a due anni, che offrono l’1,40% lordo circa.
LE ALTERNATIVE – Per avere più del 2% lordo bisogna spingersi fino ai Btp che scadono nel 2018 e che quindi non sono più un parcheggio di brevissimo termine ma un investimento a tre-quattro anni. Al netto delle tasse, anche scegliendo i Btp medi, si scende comunque sotto il 2% che non è molto, anche se la scarsa dinamica del costo della vita aiuta (per il momento) chi risparmia. Anche il decennale durante la giornata è tornato a rendere il 3,6% lordo. Insomma se siamo di fronte a una nuova tendenza, assolutamente positiva per il futuro dell’Italia, chi ama investire in titoli pubblici deve prepararsi a prezzi più elevati e a rendimenti più avari.
I CONTI DEPOSITO – L’alternativa, secondo Wallstreetitalia.com, è rappresentata dai conti di deposito vincolati, quelli offerti on line da banche virtuali e non, sono decisamente meno generosi di un anno fa, ma continuano ad offrire remunerazioni lorde molto competitive per i privati che cercano alternative ai Bot. In media superano il 2% lordo in certi casi arrivano oltre il 3%. Le promozioni vanno però capite bene: a volte il tasso elevato vale solo per un breve periodo e non su base annuale. Nel caso dei depositi vincolati le tasse vanno calcolate al 20% sugli interessi (i Bot pagano il 12,5%). E poi c’è la mini patrimoniale (0,2% nel 2014) che colpisce tutti. Anche i Bot people.