Come investire in dieci mosse aspettando Draghi

LA RIUNIONE DELLA BCE – Mario Draghi ha iniziato ieri l'intervento pubblico al convegno di Sintra, Portogallo, annunciando che il prossimo 5 giugno la Bce prenderà misure radicali, ma non lancerà un piano d'acquisito di titoli di Stato. In attesa dei dettagli sull’operazione, gli investitori si interrogano su chi ne trarrà maggiore beneficio. Ecco la strategia consigliata dagli analisti di Societe Generale in dieci mosse, presentata da Milano Finanza.

1) Comprare le borse dei Paesi periferici. Le decisioni che prenderà Draghi porteranno a un'accelerazione della convergenza degli spread dei titoli di Stato dell’Eurozona, con un conseguente impatto positivo sui mercati azionari dei Paesi periferici, come Italia e Spagna, rafforzando il trend rialzista che è già iniziato all’indomani dalle elezioni europee.

2) Comprare le banche dell’Eurozona. Gli istituti di credito saranno il meccanismo di trasmissione di ogni azione della Bce per stimolare il credito alle imprese. Fra i titoli con le maggiori chance di rialzo, date le valutazioni depresse, ci sono Credit Agricole (buy, prezzo obiettivo 14 euro), IntesaSanpaolo (buy, target price 2,7 euro), Bnp Paribas (buy, obiettivo 65 euro) e Unicredit (hold, target 6,5 euro). Al di fuori di Eurolandia, altre banche con buone chance sono Barclays, Lloyds e Dnb.

3) Andare lunghi sui consumi discrezionali e corti su quelli fissi. L’esperienza di quantitative easing della Fed ha dimostrato che in occasione di un intervento espansivo non convenzionale della banca centrale gli investitori tendono a spostarsi dai settori considerati safe-haven, come i consumi stabili (alimentare, auto, ecc..), verso quelli più ciclici, sui quali consigliano di avere un’esposizione long (rialzista).

4) Positivi sui mercati emergenti. Il focus degli investitori nei Paesi emergenti è più sulla Fed che sulla Bce. Tuttavia le misure espansive che prenderà la Banca centrale europea faranno probabilmente da traino al rialzo degli asset ad alto rendimento(high yield) degli emerging market, in linea con quanto stato osservato nell’aprile 2013 in occasione degli interventi della Banca of Japan.

5) Comprare le valute ad alto beta. L’impatto positivo degli interventi dell’Eurotower non si limiterà ai mercati azionari, ma avrà riflessi anche sulle valute di alcuni Paesi emergenti e in particolare di quelle dell’Europa centrale, che avendo una forte correlazione con l’euro trarranno vantaggio dal miglioramento del sentiment. In prima fila lira turca, rand sudafricano e peso messicano.

6) Cauti sui Bund tedeschi. Nell’Eurozona abbiamo assistito a una flessione dei rendimenti nominali dei Bund in linea con il calo dell’inflazione dell’area, in uno scenario di timori di deflazione, in contrasto con la crescita economica interna. Una forte azione di stimolo della Bce potrebbe al contrario creare aspettative inflazionistiche, facendo salire i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi dai bassi livelli attuali.

7) Ottimisti sui bond bancari. Gli istituti di credito europei hanno fatto importanti passi avanti per rafforzare i bilanci e adeguare i requisiti di capitale, mentre le sofferenze si sono stabilizzate. In termini di valutazione relative, le migliori occasioni si trovano in Svizzera e nel Regno Unito. Le politiche espansive dell’Eurozona, incrementando l’appeal per il rischio, dovrebbero però far crrscere l’interesse anche verso le banche di minori dimensioni italiane e portoghesi.

8) Occhio al reddito fisso emergente. I titoli di stato dei Paesi emergenti possono essere una valida alternativa di investimento. In particolare le migliori opportunità sono offerte dal reddito fisso di Paesi come Romania, Sudafrica e Messico, e in seconda battuta l’Ungheria. La Bce vuole un euro più debole, ma ci vorrà tempo per raggiungere questo obiettivo.

9) Sfruttare la fine del volatility premium. La volatilità dei mercati azionari dell’eurozona dovrebbe scendere in maniera duratura. Sfruttando i derivati il consiglio degli esperti di Sg è buy outright July-14 Eurostoxx 50 OTM call in Europa. In Italia invece sell FTSE Mib dec-14 95% Put for 4,2% e buy FTSE dec-14 95% Put for 2,4%, per ricevere un premio netto dell’1,8%.

10) Neutrali sulle commodity. I prezzi delle materie prime risentiranno poco delle misure che prenderà la Bce, perché sono uno degli asset meno sensibili in questo senso. Le variabili che le influenzano sono altre (equilibrio domanda/offerta, eventi geopolitici, ecc) e variamo moltissimo a secondo che si tratti di prodotti agricoli, metalli industriali o preziosi.