Btp Italia, quanto conviene comprare la nuova emissione

Le sottoscrizioni partiranno lunedì 20 e andranno avanti almeno fino alla sera del giorno successivo, mentre per il 22 potrebbe scattare la chiusura anticipata. Torna il Btp Italia, l’unico titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana, con scadenza a sei anni e uno degli strumenti finanziari preferiti dai risparmiatori italiani.

LEGATO ALL’INFLAZIONE – Il momento, per l'emittente, è pessimo: con i rialzi dell'ultimo momento, il Tesoro rischia di essere costretto ad essere ben più generoso di quanto sarebbe stato solo una manciata di giorni fa. Il titolo è legato all’inflazione: quindi al tasso di rendimento annunciato dovrà essere sommata l’inflazione – sempre che ci sia – altrimenti resta il rendimento reale del titolo.

LA CONVENIENZA – Il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito è pari a 1,15%. Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini di acquisto e non potrà essere inferiore al tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito.
Nonostante i tassi bassi (basti pensare che a giugno 2012 era del 3,50%), il Btp Italia resta tuttavia un buon investimento perché poco volatile e sicuro e remunerante soprattutto se mantenuto fino alla scadenza. E sarebbe ancor più conveniente con un ritorno dell’inflazione. Perché, anche se in questo momento la crescita dei prezzi non c’è, e quindi le performance dei Btp Italia già collocati sono senza “turbo”, scrive il CorrierEconomia, diversificare il portafoglio con una quota di titoli legati all’inflazione (che in questo caso è quella nazionale) non è sbagliato.

L’ESPERIENZA – Sempre il CorrierEconomia ricorda che tra un anno e mezzo, il 26 marzo 2016, la prima emissione del Btp Italia verrà rimborsata. Collocata il 26 marzo 2012, cedola lorda fissa pari al 2,45%, ha prodotto, fino ad ora, 7,85 euro di cedole nette e recupero inflazione maturata ogni 100 di valore nominale. Il Btp classico con cedola lorda 3,75% e scadenza 15 aprile 2016 ha prodotto, per lo stesso arco temporale, 8,18 euro di cedole nette, ogni 100 di valore nominale. Vendendo ora i due titoli di Stato, a 103 circa il Btp Italia e a 105 quello tradizionale con scadenza 15 aprile 2016, si incasserebbero, ogni 10 mila euro di valore nominale, rispettivamente circa 1.086 e 1.117 euro. La bassa crescita del costo della vita, accentuatasi soprattutto nell’ultimo anno, ha in parte penalizzato la performance del Btp Italia.

LA RIPRESA – La nuova emissione del Btp Italia dovrebbe, invece, godere di frutti positivi offerti dalla maggiore durata. In un arco temporale di sei anni, anziché quattro, infatti, si potrà assistere più facilmente ad un ritorno del costo della vita a valori crescenti. Con un ritorno positivo sul fronte del recupero dell’inflazione, da sommare al flusso cedolare semestrale garantito che il titolo governativo paga.