Con i tassi sotto lo zero, il mercato obbligazionario europeo non rappresenta un interessante investimento per i risparmiatori. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, Paul McNamara del fondo JB Local Emerging Bond, nel 2015 si attende dall'obbligazionario emergente rendimenti del 5-10%. Ma chi scegliere? Ecco le indicazioni degli esperti.
1- Repubblica Dominicana: Pil +7,1%, titoli 2020 con cedola del 10,5%
Quella della Repubblica Dominicana è una delle poche storie positive nei Caraibi, con un'economia che ha dimostrato di essere resistente in condizioni avverse sia interne che esterne. Il crollo del prezzo del petrolio è una manna per l'isola delle Antille (che ha chiuso la Finanziaria 2015 ipotizzando un Wti a 92 dollari, quasi il doppio di quanto valeva ieri). Il Pil della Repubblica Dominicana è cresciuto del 7,1% nel corso del 2014, registrando il miglior risultato tra i Paesi dell'America Latina.
2- Kenya: Pil +5,5%, titoli di Stato 2024 (emissione internazionale) con cedola del 6,875%
Le prospettive dell'ex colonia britannica sono molto incoraggianti. L'economia è ben diversificata, con un settore dei servizi che rappresenta oltre la metà del Pil. Il Kenia continua a fare progressi nella scoperta di pozzi petroliferi e non è improbabile che diventi autosufficiente dal punto di vista energetico prima del 2020. Questo cambierà completamente faccia alla bilancia dei pagamenti, ora in cronico deficit ma destinata presto a un robusto surplus. Anno su anno, il Pil kenyota è cresciuto del 5,5% nel terzo trimestre del 2014.
3- Vietnam: Pil +6%, titoli 2024 con cedola del 4,8%
Il Vietnam gode di una posizione di rilievo in diversi accordi commerciali, dalla Asean Economic Community alla Trans Pacific Partnership. A gennaio il governo ha svalutato la valuta locale, il dong, dell'1% contro il dollaro per aiutare a controllare l'inflazione.
4- Mongolia: Pil +7%, titoli 2022 con cedola del 5,1%
La Mongolia è ricca di materie prime, dal petrolio al rame, dal tungsteno al nickel, dall'oro all'argento passando per l'uranio e lo stagno. Legata a doppio filo alla crescita della Cina, dove finiscono il 90% delle sue esportazioni, ha visto le sue entrate esplodere negli ultimi anni sull'onda della corsa di Pechino. Grandi opportunità di crescita dell'economia mongola, secondo gli esperti, soprattutto nel medio-lungo termine.