Bce, se non è tapering poco ci manca

BCE PREPARA ILTAPERING – Se non è un tapering poco ci manca. Commentando la decisione annunciata ieri dalla Bce di estendere almeno fino a fine 2017 il programma di quantitative easing riducendo al contempo il ritmo degli acquisti mensili da 80 a 60 miliardi di bond al mese, gli analisti di Goldman Sachs notano come questo fatto e la decisione di consentire alle singole banche centrali di acquistare titoli di durata residua almeno di 12 mesi e non più di 24 mesi, eventualmente anche che rendano meno del tasso sui depositi presso la Bce (al momento pari a -0,40%), la Bundesbank potrà continuare a comprare titoli sul mercato sino a tutto il 2018.

ACQUISTI DI BOND SUL MERCATO FINO AL 2018 – Senza più problemi legati alla “scarsità” di titoli impiegabili per gli acquisti, le banche centrali europee dovrebbero poi iniziare a reinvestire quantità sempre più importanti di bond in scadenza, mentre il portafoglio di bond in mano alla Bce anche tramite le banche centrali europee salirà a 2,3 triliardi di euro entro fine 2017 per poi mantenersi sostanzialmente invariato nel corso dell’anno successivo, quando dovrebbe partire il vero e proprio “tapering”, premessa per una successiva graduale riduzione del portafoglio.

A FINE 2017 RENDIMENTO BUND DECENNALE ALLO 0,8% – Risultato: già a fine del prossimo anno il Bund decennale tedesco dovrebbe vedere il rendimento risalire a circa lo 0,8%, producendo perdite in termini di ritorni complessivi superiori a quelle che si dovrebbero verificare sui T-bond di pari durata. Gli spread tra Bund e titoli “periferici” come i Btp dovrebbero mantenersi attorno agli attuali livelli, dunque attorno ai 170-200 punti base per il decennale guida italiano che pertanto potrebbe vedere il rendimento risalire attorno a, 2,5%-2,8% rispetto al 2% circa attuale.