QIA SI SFILA DA MPS PER PUNTARE A UNICREDIT – Mps? No grazie, preferiamo Unicredit. Sembra che più o meno questa sia stata la scelta di Qatar Investment Authority, fondo sovrano di Doha gestito direttamente dalla famiglia reale Al Thani che si è sfilato all’ultimo (se mai è stato realmente interessato) dalla complessa ricapitalizzazione di mercato della banca senese, naufragata ieri, e che invece potrebbe approfittare del maxi aumento (13 miliardi di euro, la maggiore operazione del genere mai tentata in Italia) di Unicredit per entrare nel capitale con una partecipazione “rilevante”.
ANCHE DEUTSCHE BANK DOVREBBE AUMENTARE IL CAPITALE – Quanto rilevante? Qia ha già alcune partecipazioni in banche europee, in particolare Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse, tutte tra il 5% e il 10%. La banca tedesca, che ha appena concordato con le autorià Usa il pagamento di una maxi penale (7,2 miliardi, la metà circa dei 14 miliardi inizialmente richiesti e a fronte di circa 5,5 miliardi di accantonamenti per contenziosi giudiziari), dovrà a sua volta aumentare il capitale ed è probabile che Qia ne approfitti per mediare sul prezzo di carico visto che finora quella tedesca è una scommessa in perdita per gli investitori arabi. Lo stesso
QUALE SARA’ L’AMMONTARE DELL’INVESTIMENTO? – Sarà quindi difficile che per Unicredit Qia voglia salire oltre il 5%, che comunque significherebbe un investimento da non meno di 650 milioni. A meno che l’intervento di Qia non sia legato all’ambizione di diventare il primo socio singolo, dunque di superare Aabar (6,5% attualmente) e Capital Research (6,725%), ad esempio con una partecipazione vicina al 7%-8% che richiederebbe un investimento di 900 milioni – 1 miliardo. Sarà questa la cifra giusta?