BATTAGLIA PER GENERALI PROSEGUE – Come finirà la battaglia che sembra destinata a scoppiare per Generali? Tra indiscrezioni e mezze ammissioni il progetto di arrivare a una integrazione tra il gruppo triestino e la francese Axa, che pare avere l’appoggio di Mediobanca (primo azionista di Generali col 13%) sembra destinato a scontrarsi con le ambizioni di Intesa Sanpaolo che vorrebbe recitare fino in fondo il suo ruolo di “banca di sistema” e con l’occasione mettere le mani su qualche buon asset, cedendo poi (ad Allianz) le attività francesi e tedesche del gruppo.
CREDIT SUISSE VALUTA PRO E CONTRO – La mossa non convince del tutto gli analisti di Credit Suisse che spiegano: mentre Banca Generali e le attività di asset management di Trieste potrebbero in effetti rafforzare il polo del risparmio gestito di Intesa Sanpaolo, il business assicurativo, in larga misura incentrato sul ramo Vita, “ha un limitato razionale strategico, anche in vista dei preannunciati cambiamenti normativi”. Più consistenti appaiono le motivazioni di tipo finanziario, visto che se un’operazione interamente per contanti sarebbe altamente diluitiva in termini di Cet1, un’offerta di scambio potrebbe risultare neutra.
OPZIONE RISCHIOSA MA ALLETTANTE – Inoltre, anche tenendo conto della cessione delle attività francesi e tedesche, l’integrazione del business di Generali potrebbe far crescere di circa 840 milioni gli utili annui di Intesa Sanpaolo (su cui Credit Suisse ha un rating di “outperform” con target price di 2,85 euro). Alla fine Generali sembra una opzione a cui Carlo Messina può guardare con interesse, anche se presenta elevati rischi d’esecuzione per tutte le parti in causa e per Mediobanca potrebbe rivelarsi l’operazione che sancirà la definitiva spaccatura tra soci italiani e francesi, i cui rapporti sono già tesi a causa della vicenda Vivendi-Mediaset.