Italiaonline e il fantasma di Seat Pagine Gialle

ITALIAONLINE RISALE DEBOLMENTE – Il giorno dopo lo stacco della maxi-cedola pari a 0,692 euro per ogni azione ordinaria e a 90,692 euro per ogni azione di risparmio, che ha provocato un crollo del 20,6% delle quotazioni a Piazza Affari, il titolo del gruppo Italiaonline (nato dall’incorporazione di Italiaonline nell’ex Seat Pagine Gialle), controllato dal magnate egiziano Naguib Sawiris (socio al 58,8%) e dai fondi Gl Europe e Golden Tree, per un totale pari all’89% del capitale, rimbalza debolmente in borsa risalendo a 2,744 euro per azione ordinaria (+0,51%), complessivamente pari a 79,4 milioni di euro, quasi il triplo rispetto agli utili realizzati nel 2016 (28,2 milioni).

IL PRIMO TRIMESTRE NON HA CONVINTO BANCA AKROS – La società ha chiuso il primo trimestre 2017 chiuso con un utile di 2 milioni, rispetto alla perdita di 11 milioni del corrispondente periodo del 2016, ma questo non ha evitato il downgrade da parte di Banca Akros che ha ridotto la raccomandazione sul titolo da “buy” (comprare) ad “accumulate” (incrementare), con prezzo obiettivo limato da 3,5 a 3,2 euro per azione. Gli esperti hanno sottolineato come anche che per il 2017 Italiaonline si aspetti “un ulteriore declino dei ricavi”. Con lo stacco di una cedola extra così pesante, però, i nuovi soci di riferimento sono ampiamente rientrati dei 61 milioni di euro investiti nell’Opa su Seat Pagine Gialle lanciata a fine 2015.

IL FANTASMA DI SEAT PAGINE GIALLE SI AGITA ANCORA – All’epoca la società era da poco uscita da un concordato preventivo particolarmente gravoso per gli allora azionisti e obbligazionisti oltre che per le banche creditrici che avevano dovuto accettare lo stralcio di debiti per 1,4 miliardi. Debiti in gran parte accumulati dalla precedente, disastrosa, gestione della società, contro cui era stata decisa nel 2014 un’azione di responsabilità con allegata richiesta di danni per 2,4 miliardi a ben 17 ex amministratori tra cui l’ex amministratore delegato Luca Majocchi e l’ex presidente Enrico Giliberti, azione di responsabilità che non venne poi promossa perché a inizio 2015 i soci accettarono la transazione da 30 milioni proposta da ex amministratori ed ex soci di riferimento (i fondi di private equity Bc Partners, Cvc, Permira e Investitori Associati). Il fantasma di Seat Pagine Gialle, dunque, si agita ancora e difficilmente troverà pace a Piazza Affari anche sotto un diverso nome.