Anche Intesa Sanpaolo si mette in luce
Intesa Sanpaolo in crescita del 4,58% a 2,97 euro al termine della seduta di mercoledì, dopo che una nota dell’istituto ha confermato alcune indiscrezioni di stampa relative al fatto che l’istituto stia considerando “opzioni strategiche nell’attività di servicing di crediti deteriorati, comprendenti una cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza del gruppo, nell’ambito del prossimo piano d’impresa”. Tali opzioni, precisa la nota della banca, “non modificano l’impegno di Intesa Sanpaolo alla distribuzione di 3,4 miliardi di euro di dividendi cash per l’esercizio 2017, che viene confermato”.
Rialzo tassi e rotazione settoriale favorisce banche
Tra gli altri motivi alla base del rimbalzo delle quotazioni, che ha coinvolto tutti i principali titoli bancari italiani tra cui Banco Bpm (+4,56%), Credito Emiliano (+3,22%), Unicredit (+2,97%) , Mediobanca (+2,51%) e Ubi Banca (+2,37%), alcuni trader citano il rialzo dei rendimenti e un principio i rotazione settoriale, dopo che di recente gli investitori si erano focalizzati più su titoli industriali come Fiat Chrysler Automobiles.
Mediobanca non esclude fusione transnazionale
Anche l’appeal speculativo sembra favorevole a Intesa Sanpaolo al momento: secondo gli analisti di Mediobanca Securities, in particolare, l’istituto guidato da Carlo Messina potrebbe realizzare una grande fusione transnazionale “nell’orizzonte” del piano d’impresa in fase di definizione e che sarà presentato a febbraio. “Riteniamo che una fusione tra eguali tra Intesa Sanpaoloe il Credit Agricole – scrivono gli analisti – possa essere un esempio di come massimizzare le sinergie minimizzando i rischi di esecuzione”.
Intesa Sanpaolo-Credit Agricole: il matrimonio perfetto
Gli uomini di Piazzetta Cuccia sottolineano come Intesa-Agricole “sarebbe la prima banca dell’Eurozona e tra le prime tre al mondo nell’asset management” e potrebbe registrare sinergie per almeno 1 miliardo di euro, vedere gli utili per azione crescere del 28% con un ritorno sul capitale tangibile (Rote) pari al 12% nel 2020, mentre un Cet1 del 13% consentirebbe di offrire un rendimento superiore al 7,5% attraverso un payout del 70%.