Bitcoin: c’è chi ha fatto bingo
Mentre la maggior parte di analisti, gestori e investitori discuteva circa la sostenibilità o meno delle quotazioni “da bolla” ormai toccate dai Bitcoin o si limitava a scuotere la testa, ritenendo di trovarsi di fronte a una nuova e più sofisticata versione di uno schema Ponzi, una manciata di fondi hedge lo scorso anno ha approfittato per tempo della corsa delle quotazioni, che anche stamane tornano nel frattempo a scendere.
Nove fondi hedge hanno segnato +1.167%
In tutto si tratta di nove fondi hedge le cui performance sono state tenute sotto osservazione da Eurekahedge e che nel complesso hanno registrato un +1.167% a livello di gruppo lo scorso anno, come riferisce l’agenzia Bloomberg nel riportare la notizia, precisando peraltro che non sono disponibili al momento informazioni come gli asset sotto gestione dei fondi in questione o i singoli guadagni messi a segno da ciascun fondo.
Buffett e Dalio restano contrari
Guru del calibro di Warren Buffett o Ray Dalio continuano peraltro a mettere in guardia gli investitori dal non lasciarsi tentare da un investimento diretto in Bitcoin e l’andamento delle quotazioni da inizio anno sembra dare loro ragione: oggi le quotazioni della più famosa tra le criptovalute crollano di oltre l’11% a poco più di 12.073 dollari per Bitcoin, avendo toccato anche un minimo intraday di 11.229,59 dollari.
Bitcoin in calo del 13% da inizio anno
Da inizio 2018 la perdita è così del 13% circa, mentre dal picco storico di oltre 19.343 dollari del 16 dicembre scorso il calo è attorno al 37,5%. Chissà se i fondi hedge che hanno saputo ottenere la strabiliante performance riferita da Eurekahedge hanno già liquidato le posizioni o se stanno provando a fare trading, sfruttando anche al ribasso la forte volatilità che da sempre caratterizza l’andamento delle quotazioni delle criptovalute?