Ipo in arrivo per Saudi Aramco
Per il mercato delle Ipo (Initial public offering, offerta pubblica iniziale, ndr) il 2018 potrebbe rivelarsi un anno ancora più eccitante di quello appena passato, in particolare per gli investitori che seguono i mercati emergenti. Nei prossimi mesi dovrebbe infatti essere lanciata l’attesa Ipo di Saudi Arabian Oil Co. (Saudi Aramco), la compagnia petrolifera statale dell’Arabia Saudita la cui capitalizzazione potrebbe essere più che doppia di quella di Apple, ad oggi la società quotata con la maggiore capitalizzazione al mondo.
Saudi Aramco vale il doppio di Apple
Per Saudi Aramco, infatti, si stima una valutazione di almeno 1.500 miliardi di dollari, rispetto agli 886 miliardi di valore che il mercato assegna al momento all’azienda di Cupertino (Exxon Mobil, la maggiore compagnia petrolifera Usa, vale invece “solo” 375 miliardi). Lo sbarco in borsa del colosso petrolifero sarebbe un “game changer” non solo sotto il profilo finanziario, aprendo la strada alla quotazione di ulteriori società a controllo pubblico, ma anche una tappa fondamentale del processo di riforme che sta gradualmente sviluppandosi nel paese.
Arabia Saudita creerà anche nuovo fondo sovrano
Da sola Aramco varrebbe tra un quinto e un quarto della capitalizzazione dell’intero indice Msci Emerging Markets (attualmente attorno ai 5.800 miliardi di dollari) e questo potrebbe creare non pochi problemi in tema di asset allocation ai fondi comuni specializzati su tali mercati. L’Arabia Saudita, che collocando un 5% di Aramco dovrebbe raccogliere 75 miliardi di dollari, punta inoltre a creare il maggior fondo sovrano al mondo, avviare la cessione di centinaia di partecipazioni comprese quelle in società quotate o in club sportivi e rafforzare il processo di diversificazione delle sue entrate per ridurre la dipendenza delle stesse dalla produzione petrolifera.
Prezzi del petrolio in salita, spinti da dollaro e scorte
Nel frattempo, i prezzi del petrolio continuano a salire: a Londra il Brent del Mare del Nord sale sui 71 dollari al barile, sui nuovi massimi degli ultimi tre anni, mentre il Wti texano oscilla sui 66,3 dollari sulle contrattazioni pre-apertura al Nymerx di New York. A sostegno dell’ulteriore accelerazione dei prezzi secondo i trader vi sono due fattori: la debolezza del dollaro, sui minimi dal 2014 contro le principali valute mondiali, e il decimo calo settimanale consecutivo delle scorte Usa (scese nell’ultimo anno da 540 milioni a circa410 milioni di barili, il minimo dal febbraio 2015). Per Aramco sarà un successo annunciato?