Abi-Cerved: sofferenze bancarie in frenata, il peggio ormai è alle spalle

Sofferenze bancarie in calo nel 2017

Nel 2017, per il primo anno dall’inizio della crisi, si è registrata una marcata discesa dello stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane (-26% circa in termini netti), che si è quadruplicato tra il 2008 e il 2016 (quintuplicato in termini lordi). Lo si legge nell’ultimo Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese, che stima che la discesa dei tassi di ingresso in sofferenza continuerà nel prossimo biennio in tutta l’economia, con l’incidenza delle nuove sofferenze che si attesterà al 2,1% nel 2019, tornando vicina ai livelli pre-crisi.

Tassi di ingresso in sofferenza a livelli pre-crisi

Al termine del periodo di previsione, precisa lo studio, i tassi di ingresso in sofferenza saranno sostanzialmente tornati sui livelli pre-crisi per le società con almeno 10 addetti, per quelle che operano nell’industria, nei servizi, nell’agricoltura e nel Nord della Penisola. Non sarà invece ancora pienamente colmato il divario accumulato nel corso della crisi dalle microimprese, dalle società con sede nel Centro-Sud e soprattutto dalle imprese attive nel settore delle costruzioni.

A fine 2017 ancora 87 miliardi di sofferenze nette

Per quello che riguarda lo stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane, a fine 2017 si è scesi a 167 miliardi di euro in termini lordi, in calo del 17% rispetto a fine 2016. La discesa è ancora più incoraggiante, scrivono Cerved e Abi, tenendo conto delle rettifiche operate dalle banche, con le sofferenze nette che sono passate da circa 87 miliardi di euro a fine 2016 a 64 miliardi a dicembre 2017 (-26%).

Lo scorso anno 21 miliardi di nuove sofferenze

Secondo i dati della Banca d’Italia, il tasso di deterioramento è ormai abbondantemente sotto i livelli pre-crisi, avendo toccato a settembre 2017 l’1,7%, in calo dal 2,6% dell’anno precedente e molto lontano dal 6%, raggiunto al picco della crisi. Nel dettaglio nel 2017 il volume di nuove sofferenze originate da crediti a imprese dovrebbe essersi attestato a circa 21 miliardi di euro, il 16% in meno rispetto ai 25 miliardi del 2016 e il 46% in meno rispetto al massimo toccato nel 2013 (40 miliardi).