Luxottica e Saipem non brillano nonostante il rimbalzo di Piazza Affari

Piazza Affari rimbalza dopo tweet di Ryan

Piazza Affari rimbalza in scia al recupero dei principali listini europei, dopo che lo speaker (repubblicano) alla Camera dei deputati Usa, Paul Ryan, ha scritto su Twitter che i Repubblicani sono molto preoccupati “delle conseguenze della guerra commerciale”, e chiedono “alla Casa Bianca di non andare avanti con questo piano”. Il listino milanese per ora ignora i problemi legati alle accresciute incertezze dello scenario politico dopo il voto del 4 marzo scorso in Italia.

Luxottica cresce in Giappone

In questo scenario Luxottica resta depressa e cede lo 0,92% a 51,54 euro per azione, con appena 111 mila pezzi scambiati sinora. Piazza Affari non sembra per ora apprezzare l’acquisizione da parte del gruppo italiano del controllo (67% del capitale) di Fukui Megane, produttore giapponese del distretto dell’occhialeria di Fukui, focalizzato sulla realizzazione di occhiali pregiati in titanio e oro massiccio, con oltre un centinaio di maestri specializzati nel design e nell’incisione di metalli pregiati.

Operazione strategica ma impatto limitato

Luxottica non ha fornito indicazioni circa il controvalore pagato per l’acquisizione, ma gli analsti di Websim giudicano positivamente la mossa che ritengono strategica e tale da poter rappresentare il primo passo di Luxottica nel mondo della produzione giapponese, “con l’obiettivo di creare a Sabae un polo produttivo di eccellenza”. Numericamente l’impatto dell’operazione sarà comunque limitato, dato che Fukui Megane nel 2016 ha registrato un fatturato di 2 miliardi di yen (circa 17 milioni di euro).

Saipem in calo dopo i conti 2017

In affanno, tra le blue chip italiane, anche Saipem, che ha annunciato stamattina di aver chiuso il 2017 con ricavi in calo del 10% a quota 9 miliardi di euro, un Ebitda al netto delle voci non ricorrenti calato a 964 milioni (dagli 1,27 miliardi del 2016) e un risultato netto rettificato di soli 46 milioni di euro (contro i 226 milioni di utili dell’esercizio precedente). Il risultato netto di bilancio è invece negativo per 328 milioni a causa di svalutazioni e oneri tributari e da riorganizzazione che hanno pesato per 374 milioni. Il Cda ha pertanto deciso di non distribuire dividendi. Per il 2018 la società prevede un ulteriore contrazione dei ricavi a 8 miliardi e un Ebitda rettificato “superiore al 10%”.