Etp sulle criptovalute: il Cboe risponde ai dubbi espressi dalla Sec

Etp su criptovalute, Cboe risponde alla Sec

Se non è guerra, poco ci manca: il Chicago board options exchange (Cboe), che gestisce il maggior mercato delle opzioni negli Stati Uniti e che per primo ha lanciato contratti future sui Bitcoin, ha chiesto alla Sec con una lettera ufficiale datata 23 marzo 2018 di non interferire nello sviluppo di Etf/Etp sui Bitcoin e altre criptovalute. Uno strumento che per molti darebbe a tutti gli interessati la possibilità di investire, con costi e rischi ridotti, in quelle che ancora non è chiaro se siano o meno “commodities” o semplici mezzi di pagamento.

60 milioni di americani potenzialmente interessati

Un numero di investitori che potrebbe essere molto elevato, se è vero come risulta da alcune stime recenti, che sono oltre 26 milioni (circa l’8% della popolazione) gli americani che hanno già acquistato almeno una volta dei Bitcoin. Il numero di coloro che si dichiarano interessati ad acquistare Bitcoin nei prossimi 5 anni è poi più che doppio (circa 60 milioni, ossia il 19% della popolazione Usa), il che rende evidente l’interesse per riuscire a trovare uno strumento a basso costo che consenta un simile investimento.

Concannon (Cboe): scambi cresceranno

Nella lettera alla Sec il presidente del Cboe, Chris Concannon, ribatte ai dubbi avanzati dalla Sec lo scorso gennaio in merito in particolare alla scarsa liquidità dei mercati delle criptovalute e ai potenziali rischi di manipolazione delle quotazioni. “Mentre gli attuali volumi di scambi dei future su bitcoin di Cboe e Cme potrebbero non essere al momento sufficienti per supportare al 100% gli Etp che cercano un’esposizione lunga o corta sui Bitcoin – scrive Concannon – Cboe prevede che questi volumi continueranno a crescere e nel prossimo futuro raggiungeranno livelli comparabili a quelli di altri prodotti a termine su merci nel momento in cui furono inclusi negli Etp”.

Bastano le norme esistenti per Etf/Etp

Il Cboe, ammette Concannon, “condivide molte delle preoccupazioni sollevate nella precedente lettera” (della Sec, ndr), ma ritiene “che la stragrande maggioranza di queste preoccupazioni possa essere affrontata nell’ambito del quadro esistente per i fondi relativi alle materie prime correlati a valutazione, liquidità, custodia, arbitraggio e manipolazione”, tanto più che ormai gli scambi giornalieri di criptovalute valgono diversi miliardi di dollari (dai 950 milioni di dollari giornalieri di dicembre si sarebbe ormai arrivati a superare costantemente i 2 miliardi di scambi al giorno).

Etp consentirebbe investimento trasparente e accessibile

Concannon conclude la sua lettera invitando la Sec “ad affrontare gli Etp sulle criptovalute in modo olistico, e dalla stessa prospettiva che storicamente ha avvicinato agli Etprelativi alle materie prime: dove l’esposizione all’attività di riferimento sottostante potrebbe ragionevolmente essere inclusa in un portafoglio di investimenti, un Etp fornirebbe un veicolo più trasparente e facilmente accessibile per ottenere tale esposizione, e il mercato e l’infrastruttura per il riferimento sottostante l’attività ed i relativi derivati non sollevano preoccupazioni significative in nessuna delle cinque questioni generali sollevate nella precedente lettera”. Pertanto, secondo Concannon la Sec “non dovrebbe ostacolare tali Etp sul mercato”.