Cina-Usa, guerra commerciale più vicina
Le crescenti tensioni commerciali tra Usa e Cina hanno pesato ieri sulla prima seduta di aprile a New York (dove a differenza che a Milano la borsa era aperta) e si ripercuotono stamane sulle principali borse mondiali. Dopo l’introduzione da parte della Cina di tariffe di ritorsione su 128 prodotti americani, tra cui la carne di maiale, per complessivi 3 miliardi di dollari di interscambio annuo il listino di Wall Street ha chiuso in deciso calo, segnando il peggiore inizio di aprile dal 1929.
Ieri Wall Street in rosso, oggi tocca all’Europa
L’S&P 500 ha infatti chiuso in rosso del 2,2% (e il Dow Jones dell’1,9%): peggio aveva fatto solo nell’aprile di 89 anni fa, preludio del crollo che nei mesi successivi avrebbe portato alla Grande Depressione. La ricorrenza impensierisce le borse di tutto il mondo, così stamane Tokyo ha visto il Nikkei225 cedere lo 0,45%, mentre a Milano l’indice Ftse Mib segna -0,74%, il Dax30 a Francoforte è in calo dell’1,46%, con Parigi che cede lo 0,84% e Londra a -0,74%.
Pesa anche il tracollo dei titoli high-tech
Oltre alle tensioni commerciali, sul listino americano continua poi a pesare la crisi di fiducia nei titoli tecnologici. Anche ieri Facebook (-2,75%), Amazon (-5,21%), Alphabet (ossia Google, -2,45%), Apple (-0,66%), Netflix (-5,10%), Tesla (-5,13%) e persino Microsoft (-3,10%) hanno chiuso in rosso, proseguendo un calo apertosi con l’esplodere del “datagate” che ha colpito Facebook e poi ampliatosi per la polemica aperta da Trump contro Amazon.