Banda larga impossibile anche laddove la fibra c’è

Il prezzo dei computer in questi ultimi anni è praticamente crollato. Dagli anni ’90 ad oggi il prezzo dei nostri pc e soprattutto dei server che reggono le sorti delle nostre aziende e reti sono drasticamente calati. Non solo, la corsa a processori sempre più potenti, macchine sempre più performanti, ha subito un drastico rallentamento contemporaneo ad uno sviluppo di software sempre più leggeri e bisognosi di meno risorse per lavorare.

Contemporaneamente a ciò, i nostri dati, i nostri software, si sono sempre più spostati sulla rete, sul cloud, tanto che oggi ogni grande produttore informatico offre la propria piattaforma cloud per utenti e aziende. Ci sono perfino servizi che affittano server ad ore o replicano la propria architettura informatica in qualunque angolo del mondo con un semplice click. Una siffatta rivoluzione sposta quindi l’importanza dalla prestazione del pc a quella della rete di trasporto. Ecco perché tutta la discussione sulla banda larga diventa vitale per la competitività del Paese.

Sappiamo tutti dei ritardi della connessione in fibra del Paese ma a volte, anche laddove l’infrastruttura è presente, sono i ritardi delle aziende e la moltiplicazioni dei service (quello che fa lo scavo, quello che porta la fibra, quello che porta gli apparati,…) a rendere davvero duro (oltre che caro) l’investimento. Insomma se per attaccarsi alla rete in fibra ci vogliono in media dai 2 ai 4 mesi, laddove la fibra c’è, e i costi saranno sempre troppo più alti di una connessione HDSL sarà difficile convincere le aziende che quello è davvero il futuro (però il futuro è davvero lì).

 Michele Morrocchi
@michemorr