Brexit: per Lombard Odier Londra rischia perdita di fiducia

Brexit: le ultime novità da Londra

Il 29 gennaio i deputati del Regno Unito hanno votato su tre importanti emendamenti: l’emendamento Brady, in cui si afferma che il Parlamento sosterrà il Withdrawal Agreement (WA), a condizione di sostituire il “Backstop” irlandese con “accordi alternativi”; l’emendamento volto a respingere un Brexit “in linea di principio”; l’emendamento Cooper, che mirava a dare mandato al Parlamento di prorogare il termine di cui all’articolo 50 oltre la fine di marzo in assenza di un’intesa di un WA.

La May deve provare a riaprire i negoziati

Ora, notano gli analisti di Lombard Odier, il primo ministro Theresa May dovrà cercare di riaprire i negoziati per convincere gli altri 27 stati membri della Ue ad abbandonare il backstop irlandese e a sostituirla con un “accordo alternativo”. Tutto ciò sembra una semplice rielaborazione dei tentativi dei “Brexiteers” di sostituire il backstop con altre soluzioni e “non fa che sottolineare che un’ampia percentuale dei parlamentari britannici continua a credere nell’impossibile” sottolineano gli uomini di analisti secondo cui anche supponendo che la May riesca a rinegoziare con la Ue (cosa “molto improbabile”), a metà febbraio presenterà l’accordo alla Camera dei Comuni e chiederà al Parlamento di ratificarlo.

A metà febbraio nuovo confronto in parlamento

Per dirla senza mezzi termini, aggiungono gli esperti, “non c’è quasi nessuna possibilità che la Ue accetti la rimozione del backstop della frontiera irlandese” quindi è “difficile capire, razionalmente, perché il Regno Unito continui a insistere su una questione che l’Unione Europea ha respinto già almeno 12 mesi fa. Soprattutto quando il Regno Unito sa che l’Unione Europea sa che il Regno Unito non vuole un no-deal Brexit”. C’è una (minima secondo gli esperti) possibilità che ciò faccia parte del piano della May: quando i rinegoziati falliranno, o addirittura non avverranno, e la May tornerà in Parlamento a metà febbraio con l’accordo di WA originale, “il calendario sarà ancora più urgente e alcuni deputati potrebbero quindi essere più propensi a votare a favore dell’accordo”.

Sempre più probabile richiesta proroga Brexit

Lo scenario più probabile è che la May debba chiedere una proroga del termine di cui all’articolo 50, oppure la Camera dei Comuni accetti l’emendamento Cooper, “perché è altamente improbabile che si riesca a trovare una soluzione in tempo”. Tuttavia, sono da considerarsi ulteriori problemi. Il primo riguarda la fiducia: “la Ue-27 ha chiarito le sue intenzioni mesi fa, mentre il Regno Unito sembra perdere di vista l’obiettivo. Nella migliore delle ipotesi, ciò si rivelerà faticoso, richiederà tempo e sarà frustrante. Nel peggiore dei casi, ciò si tradurrà in una perdita di credibilità per il Regno Unito”. In generale, una perdita di fiducia renderà più difficile qualsiasi negoziato futuro.

Regno Unito rischia perdita di fiducia

Anche se il Regno Unito dovesse chiedere e ottenere una proroga, la priorità di Theresa May pare essere ora quella di mantenere intatto il suo partito conservatore, così potremmo ritrovarci di fronte a una proroga ma la Camera dei Comuni rimanere profondamente divisa. Se la cosa andasse per le lunghe la fiducia delle imprese e dei consumatori subirebbe “una pressione maggiore, pesando su un’economia che è già sotto la pressione di una grave incertezza”. Continuiamo a credere, concludono gli uomini di Lombard Odier, “che per il momento i rally della sterlina saranno limitati e non ci aspettiamo per le prossime settimane di vedere il cambio sterlina-dollaro sopra 1,30/31. Continuiamo a ritenere più probabile a lungo termine la scenario centrale di un soft Brexit, ma gli sviluppi dovranno essere monitorati molto attentamente”.