A cura di Credit Agricole Indosuez
Azioni: A seguito della lieve correzione di mercato, in atto dall’inizio del mese di Aprile, il tema della reflazione continua a rappresentare l’elemento su cui modulare le politiche di investimento nel breve periodo. I dati economici europei rimangono in netto miglioramento: il tasso di utilizzazione e le vendite al dettaglio sono in ascesa, accompagnati da un tasso di disoccupazione in riduzione. Lo scenario di base rimane quello di un miglioramento degli utili societari e della profittabilità delle aziende, pur in presenza di una elevata incertezza politica, specie considerando le imminenti elezioni presidenziali in Francia e la situazione internazionale con le crescenti tensioni tra USA e Corea del Nord.
Negli Stati Uniti i dati congiunturali continuano ad essere forti. A livello societario i dati relativi alla crescita degli utili del primo trimestre dell’anno, che saranno rilasciati a breve, dovrebbero risultare migliorativi rispetto a quelli dell’ultimo trimestre del 2016, non solo grazie all’effetto base positivo per le aziende operanti nei settori dell’energia e delle materie prime: ottimi contributori per il dato aggregato dovrebbero risultare, infatti, i finanziari.
La politica d’investimento, incentrata su un approccio total return, rimane sostanzialmente immutata. A livello di allocazione geografica il mercato europeo continua ad essere preferito in termini di opportunità di crescita, rapportate alle valutazioni. Si mantiene una stance neutrale sul mercato americano, in attesa di comprendere i tempi di realizzazione e, soprattutto, i contenuti della riforma fiscale.
L’esposizione ai paesi emergenti risulta variegata, passando da una view negativa sui paesi EMEA, neutrale sull’America Latina e positiva sull’Asia. Sul Giappone rimane un giudizio negativo, considerando che il deprezzamento della valuta nipponica contro il dollaro americano rimane l’unico fattore positivo nel breve periodo, dato il più contenuto tasso di crescita degli utili societari.
Obbligazioni Governative: Dopo mesi di buona crescita, l’economia americana inizia a mostrare alcuni segni di debolezza. Il quadro macro appare variegato e se da un lato il tasso di disoccupazione è ai minimi storici (4.5%), dall’altro la fiducia delle imprese è in calo. Complice l’impasse del governo Trump, che tarda ad implementare l’atteso programma di tagli delle imposte e di spesa per infrastrutture. In questo contesto, si è assistito ad un flattening della curva americana e il tasso a 10 anni del Treasury americano, ai minimi da inizio anno, potrebbe rimanere all’interno del range compreso tra 2.30% – 2.60%.
In Europa gli acquisti della BCE sono passati da €80 bn a €60 bn a partire dal mese di aprile. Si tratta del primo timido passo verso la normalizzazione della politica monetaria in Area Euro. I tassi sui governativi sono ai minimi ed è plausibile un ritorno del tasso sul Bund in area 50 bps. Lo spread sul decennale francese, dopo un ritracciamento verso 60 bps nel mese di marzo, con le imminenti elezioni è tornato sopra 70 bps ed è possibile che mantenga una certa volatilità.
Obbligazioni Corporate: La view sul mercato del credito rimane invariata. Negli Stati Uniti si continua a preferire le emissioni Investment Grade a quelle High Yield, ma da un punto di vista tattico si attende un più alto livello del tasso sul Treasury a 10 anni prima di incrementare l’esposizione all’asset class. Le emissioni con rating BBB sembrano essere caratterizzate dal miglior rapporto rischio/rendimento con un yield pari a 3.85%. All’opposto, in area euro gli spread sulle emissioni IG non sono sufficientemente interessanti e si preferisce il segmento HY. La strategia raccomandata è di ottimizzare la diversificazione, rimanendo selettivi nel picking, e di limitare la duration media. Si suggerisce, inoltre, di prendere profitto sui titoli che hanno performato meglio e/o su quelli caratterizzati da un profilo di rischio/rendimento non soddisfacente.
Obbligazioni Emergenti: L’Area Emergente è ritornata sotto la lente di ingrandimento soprattutto per via dell’uscita dalla recessione di paesi come Brasile e Russia, che trainano le stime di crescita dell’intera area. Le emissioni in USD hanno raggiunto livelli record e il 60% delle nuove emissioni riguarda l’Asia che, nell’ambito degli Emergenti, rimane l’area preferita. Qui, da inizio anno, i titoli HY sovraperformano rispetto agli IG, favoriti dal miglioramento del quadro macroeconomico e dei fondamentali delle società, che hanno riportato utili in crescita a fronte di un indebitamento in calo – il tasso di default è ai minimi, pari a 3.1%. Si suggerisce, invece, un approccio selettivo soprattutto in Brasile, Messico e Turchia, dove il recente referendum costituzionale ha decretato la svolta autarchica del Paese.