Europa, favoriti i finanziari. Neutralità sull’Italia

A cura di Anima Sgr
Dopo un mese di gennaio in cui il mercato azionario europeo ha registrato un trend positivo, si sta assistendo a qualche tensione, per effetto della correlazione con il mercato americano. Anche se le valutazioni non sono più convenienti come un tempo, rimaniamo positivi nel medio termine, grazie alla solida crescita globale e anche ai dati relativi all’erogazione dei finanziamenti privati, che hanno raggiunto il miglior livello degli ultimi sei anni: questo parametro rappresenta, infatti, un ulteriore indicatore della solidità economica in quanto,  dopo anni di riduzione della spesa, si sta finalmente assistendo ad una ripresa degli investimenti da parte delle aziende europee.
In aggiunta, l’indice di fiducia delle imprese del settore dei servizi ha registrato nuovi massimi (58 punti nella pubblicazione relativa al mese di dicembre), confermando lo stato di salute di economia e società. Il focus degli investitori, nelle prossime settimane, si sposterà sulla pubblicazione degli utili relativi al quarto trimestre del 2017(trimestrali): attualmente le stime degli  analisti sono di circa il 9% di crescita media, un dato rivisto leggermente al ribasso a causa del rafforzamento dell’Euro nei confronti delle maggiori valute internazionali.
Al tempo stesso, la riforma fiscale americana potrà avere invece un impatto positivo nel medio termine per le società europee con forte esposizione agli Stati Uniti. A livello settoriale il giudizio è costruttivo sui settori ciclici per eccellenza – ovvero tecnologia e finanziari – e anche su quello energetico; negativo su comparto farmaceutico e utilities. Ricordiamo che rispetto ad altre Borse, quelle europee, nel 2017 sono state un po’ meno toniche, per effetto dell’apprezzamento dell’Euro ma soprattutto per il poco peso della tecnologia, il miglior settore (+35%) dell’anno scorso (il tech pesa in media il 7% nell’indice MSCI Europe contro il 17% nel MSCI World).
Italia: neutralità in vista delle elezioni. Il 2017 è stato un anno molto positivo per Piazza Affari, soprattutto per il segmento delle mid e small cap, grazie anche al contributo arrivato dai Pir. Anche il 2018 è cominciato bene con il supporto di tutti i settori, in primis di quello finanziario, che già sta beneficiando di aspettative di rialzo dei tassi più ravvicinate (il primo rialzo dei tassi da parte della BCE è ora atteso nel primo trimestre del 2019, rispetto a precedenti aspettative di rialzi solamente a fine 2019).
Le elezioni politiche in Italia, previste per il prossimo 4 marzo, rappresentano il più importante evento politico che si terrà in Europa nei prossimi mesi, il cui esito risulta di difficile previsione. Pertanto, in considerazione della recente fase di tensione sui mercati, del fatto che l’indice Ftse Mib si è avvicinato a resistenze tecniche e soprattutto che con  l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale potrebbe risalire la volatilità, privilegiamo nel breve un atteggiamento più cauto, riducendo l’esposizione a questo mercato, ma nel lungo periodo riteniamo che i fondamentali dell’Italia restino comunque rassicuranti.
In particolare, la performance relativa del settore bancario tende ad essere storicamente positiva in un contesto di tassi crescenti, pertanto questa correlazione positiva potrebbe giocare a favore della Borsa italiana, dal momento che i titoli bancari sono quelli che pesano di più nell’indice Ftse Mib.