A cura di Amundi Am
Il nuovo presidente della Fed, Jay Powell, mercoledì scorso ha debuttato davanti al Congresso. Il suo discorso è stato considerato più hawkish: le sue previsioni riguardo a un’inflazione potenzialmente più alta e a una crescita positiva suggeriscono che sono in vista altri rialzi dei tassi. In particolare, Jay Powell ha detto:: “La mia prospettiva personale riguardo all’economia si è rafforzato da dicembre” e “alcuni degli ostacoli incontrati dall’economia USA negli anni scorsi si sono trasformati in elementi propulsori”.
Questa prospettiva ha avuto un impatto positivo sul dollaro USA nel giorno in cui è stata espressa e nei giorni successivi, mentre i tassi USA sono rimasti stabili/sono leggermente saliti. I mercati stanno ancora scontando la probabilità di tre rialzi dei tassi sui fed fund nel 2018 e di un rialzo dei tassi nel 2019, ma le attese sono leggermente al rialzo.
Di certo, il momento di svolta per i mercati obbligazionari sarà la riunione del FOMC di marzo e la pubblicazione dei nuovi “dots” da parte della Fed. A breve termine, i timori crescenti di una guerra commerciale a seguito del piano di Trump di introdurre dei dazi doganali sulle esportazioni di acciaio e di alluminio potrebbero esercitare delle pressioni ribassiste sui tassi dei Treasury decennali.
La seconda stima del PIL nel quarto trimestre del 2017 è stata rivista al ribasso solo di pochi decimi e portata al 2,5% (crescita trimestrale annualizzata). Ci sono state poche revisioni: nel complesso, la composizione rimane solida e ciò dimostra una forte domanda interna e un contesto esterno favorevole, con le spese per i consumi personali e gli investimenti a fare da volano per la crescita.