Settimana di transizione sui mercati. Oggi più che mai gli operatori stanno cercando di capire da che parte tira il vento. Basta infatti il minimo cambiamento rispetto a quello a cui ci eravamo abituati per infondere, se non proprio ottimismo, almeno voglia di fare e di andare a cercare nuovamente rendimenti interessanti, lasciando nel cassetto non tutta, ma parte dell’avversione al rischio cumulata negli ultimi tempi. I mercati equity hanno preso una pausa dopo il rally intrapreso settimana scorsa mentre notiamo che i mercati dei tassi overnight risultano essere un po’ più rilassati del solito. Negli ultimi mesi infatti abbiamo assistito ad un vero e proprio caos sui tassi overnight (tassi a cui le banche si prestano soldi tra di loro per coprire tutte le posizioni che hanno in essere e dunque, come si dice nel gergo, “chiudere le stanze”): tra le varie tensioni e la mancanza di fiducia generale abbiamo visto più di una volta posizioni che pagavano il differenziale di tasso tra le due valute compravendute sia essendo long, che essendo short. Ebbene, se è vero che possiamo utilizzare le indicazioni che ci arrivano da questo meccanismo come termometro che misura le tensioni sul mercato primario del credito, riscontriamo se non altro un maggiore senso di rilassatezza. Sia ben chiaro che questo non significa che tutto è tornato ad essere rose e fiori, ma sicuramente una situazione del genere aiuta. E’ infatti possibile ricominciare se non altro a pensare di ritornare ad operare come molti operatori facevano, ossia lasciando posizioni aperte per più di una giornata per catturare i trend di medio periodo, senza erodere gran parte del guadagno ottenuto a causa delle suddette tensioni.
Una notizia fresca di questa notte vede lo stanziamento di una linea temporanea di swap tra la Fed e altre 4 banche centrali al fine di migliorare la liquidità di valute straniere del sistema americano. Come si può immaginare, le controparti di tale mossa risultano essere la Bce (80bn eur), la BoE (30bn gbp), la BoJ (10tn jpy) e la SNB (40bn chf).
Altri fatti degni di nota riguardano la decisione della BoJ di non ritoccare i tassi di rifinanziamento del sistama bancario e la decisione della RBA di tagliarli di 50 bp, dopo lo stop dell’ultimo meeting.
Passando all’analisi tecnica, l’inversione decisa dell’euro nei confronti del dollaro impone di ricercare nuovi spunti. Il primo che è possibile individuare è fornito da una trendline di supporto: questa suggerisce per le prossime ore di prestare molta attenzione a 1,3310/1,33. E’ da aspettarsi invece ancora una ripresa della pressione rialzista al di sopra della rottura di 1,3430 e 1,35 figura.

GbpUsd- grafico orario
Sempre rimanendo in tema di dollari, ma questa volta nei confronti della sterlina, è piuttosto interessante notare come due differenti approcci grafici suggeriscano entrambi il medesimo punto di arrivo per le prossime ore: sia il “quasi” testa spalle sia la trendline inferiore, di tutto lo movimento di salita da 1,41 del 30 marzo, sono concordi nel confermare 1,4630 come supporto fondamentale. Attenzione se dovesse verificarsi una rottura, perché, come appare da un grafico a candele orarie, questo esporrebbe il cambio a forti pressioni ribassiste.