a cura di Eric Brard , Head of Fixed Income , e Annalisa Usardi, CFA Senior Economist
Alla luce dei recenti sviluppi, ecco il punto sull’Italia di Amundi:
Un nuovo governo: Dopo tre mesi di stallo, Movimento 5 Stelle e Lega hanno trovato un accordo e ridisegnato la formazione di governo. Il professor Conte è stato nuovamente designato come Primo Ministro. Il “contratto” tra i due partiti sarà la “lista dei desideri” del nuovo governo ma rimane l’incertezza su come verrà implementato e sulle implicazioni per gli obiettivi di finanza pubblica.
Economia: L’attuale scenario macro dell’Italia è molto più positivo di quello che ha caratterizzato il periodo della crisi del debito sovrano dell’area euro del 2011. Nel primo trimestre del 2018 l’Italia risultava in espansione per 15 trimestri di fila. Nel complesso, continuiamo a ritenere che i fondamentali economici restino positivi, ma riconosciamo che la situazione attuale potrebbe incidere in modo significativo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Nel complesso, questa è la cosa fondamentale da tenere sotto osservazione per identificare i primi segnali sulla probabile evoluzione dell’attività economica.
Punti di forza e di debolezza: Da un punto di vista finanziario, il principale problema dell’Italia rimane l’alto livello di indebitamento, sebbene l’elevata scadenza media (6,8 anni) in qualche modo protegge da una rapida trasmissione di tassi di interesse più alti nelle dinamiche del debito. Il debito del settore privato è uno dei più bassi dell’Eurozona. La vulnerabilità finanziaria delle famiglie e delle imprese dovrebbe rimanere limitata anche in caso di un aumento dei tassi di interesse. La solidità del sistema bancario italiano è aumentata. La quota di debiti deteriorati (NPL) nei bilanci delle banche sta diminuendo progressivamente, in particolare per le banche che hanno effettuato cessioni su larga scala.
Obbligazioni: Andando avanti, il livello della volatilità continuerà a essere influenzato dal flusso di notizie e rimarrà probabilmente alto finché alcune questioni chiave, specialmente in termini di bilancio fiscale, diventeranno più chiare. Ci aspettiamo che la BCE si attenga al suo mandato e al processo decisionale annunciato. Il nostro scenario centrale è una progressiva riduzione degli acquisti di attività finanziarie per la fine di dicembre 2018. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio cauto e molto flessibile (in termini di duration ed esposizione al rischio) poiché le condizioni possono evolvere rapidamente. È troppo presto per accumulare posizioni, ma cercheremo chiaramente il momento giusto nel corso dell’estate per entrare nel mercato.