A cura di Wings Partners Sim
Sospesi i negoziati tra Cina e Stati Uniti, con Pechino che si rifiuta di proseguire finché Trump non rinuncerà a imporre nuovi dazi, percepiti come una mancanza di rispetto e che evidenziano la man-canza di un impegno a raggiungere un’intesa diplomatica. I nuovi dazi sono entrati in vigore ieri, portando il totale di merci cinesi ad essere soggetti a 250 miliardi di dollari, mentre resta intatta la minaccia di Washington di raddoppiare questo ammontare a partire dal 2019.
La Cina ha annullato l’incontro con la controparte americana che si sarebbe dovuta tenere lo scorso fine settimana, con una crescente convinzione nelle file del Governo che non sarà possibile arrivare ad un’intesa fino alle elezioni di metà mandato di novembre. Questa nuova strategia potrebbe negare una delle armi utilizzate da Trump per attrarre consensi nel proprio elettorato, con due mesi di tem-po (novembre e dicembre) per trovare un’intesa ed evitare un inasprimento dei dazi americani. Le aspettative cinesi sono anche di vedere un impatto negativo ridotto del tentativo di blocco dei propri beni, incrementando il potere contrattuale in sede di trattativa, che dovrebbe vedere anche un Parla-mento statunitense con una influenza repubblicana inferiore.
Secondo alcuni analisti le vendite al dettaglio registreranno un impatto significativo per gli statunitensi, non avendo avuto gli acquirenti un preavviso sufficiente per accantonare scorte destinate a gestire il fabbisogno dei prossimi mesi, il che si tradurrà in un incre-mento dei prezzi ed un calo della domanda. In questo senso saranno gli americani ad avere il peggiore effetto, essendo le sanzioni USA su 250 miliardi di dollari di beni, a fronte dei 110 miliardi di dollari cinesi. Le difficoltà connesse a trovare nuovi fornitori al di fuori della Cina renderan-no difficili trovare alternative, con il rapporto costo/opportunità reso ancor meno conve-niente se gli acquirenti riterranno i dazi come transitori.
