Ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, presso la sede del federal Hall di fronte a Wall Street, ha tenuto un discorso alla presenza dei suoi collaboratori economici e degli operatori della piazza newyorkese.
Il messaggio del presidente si è focalizzato sull’esigenza di cambiare rotta dello status vigente, con o senza l’intervento delle leggi statali, imparando dagli errori del passato e senza ritenere scongiurate le cause del collasso economico di un anno fa.
Obama si è dimostrato fermamente intenzionato a proseguire con il suo programma di regolamentazione finanziaria, che non tollererà abusi da parte di quegli operatori del settore che “ignorano la lezione di Lehman mettendo a rischio sé stessi e con loro tutto il paese.”, ma a Wall Street la situazione può e deve cambiare da sola, senza essere forzata dalle norme che verranno introdotte.
Il presidente ha portato all’attenzione dei presenti i risultati conseguiti dalla sua amministrazione nel tentativo di far riprendere il sistema economico, successi comprovati da una crescente stabilizzazione delle strutture finanziarie. Le norme che andranno a completare il piano d’intervento governativo saranno volte alla protezione del consumatore, e porteranno alla creazione di una nuova autorità federale che avrà poteri di confisca o scioglimento di società dannose per l’intero sistema, come annunciato dal segretario al Tesoro Tim Geithner.
Obama non ha frenato i toni di critica verso gli operatori del mercato, pur essendo in presenza dei diretti interessati. Le sue parole non sono state prese quindi con entusiasmo, ma i commenti di Wall Street all’intervento presidenziale sono stati contraddistinti da un generale tono di accondiscendente rassegnazione.
Intanto la Corus Bankshares di Chicago, che ha chiuso i battenti venerdì, è la 90esima banca americana a fallire nel corso del 2009 e il presidente Obama, in prospettiva del G-20 di Pittsburgh, porta in luce la necessità di una risposta coordinata globale per uscire dalla crisi.