Focus sulla riunione del consiglio Bce a Francoforte e soprattutto su Mario Draghi, al suo ultimo appuntamento in veste di presidente prima del passaggio di consegne a Christine Lagarde. Inizia ad essere sempre più attuale intanto, il dibattito sul suo operato di politica monetaria, mentre l’inflazione della zona euro resta ben al di sotto dell’obiettivo. Secondo un sondaggio Ipso di qualche giorno fa, lo staff della Bce condivide la politica ultraespansiva di Draghi ma lo critica per essersi affidato a una sua “cerchia ristretta” e per aver permesso favoritismi interni. Ci sarà comunque tempo nelle prossime settimane per analizzare nel dettaglio i momenti salienti del suo mandato non certo facile per quanto accaduto sui mercati e nelle economie mondiali.
Con lo spread tra Btp e Bund decennale che si mantiene sotto quota 140, con il rendimento per il nostro benchmark Btp 10y al 0.94% (codice Isin IT0005365165), si è chiusa con successo la settimana di collocamento del Btp Italia, il titolo indicizzato all’inflazione con scadenza a 8 anni, che ha raccolto complessivamente 6,75 miliardi di euro.
Nel dettaglio l’offerta di questo titolo ha visto la riduzione temporale di tre giorni, rispetto ai quattro di tutte le precedenti emissioni. Questa scelta è dovuto allo scarso risultato del collocamento nel novembre 2018, il più basso da quando fu lanciato nel 2012 questo tipo di titolo, con sottoscrizioni dei privati per poco più di 800 milioni e complessivo collocamento per 2.1 miliardi con gli istituzionali, a causa del momento critico di sfiducia verso il precedente governo in piena “guerra” con le istituzioni europee per la legge di bilancio.
Tutt’altra musica per il Tesoro in questa tornata, innanzitutto la cedola fissa stimata in area 0,5% dagli analisti, era già stata annunciata allo 0,6%, aumentando così l’interesse potenziale. Nei due giorni di sottoscrizione privati, l’importo ha sfiorato i 3 miliardi, mentre per la parte che ha visto protagonisti gli investitori istituzionali, sono arrivate 318 offerte per un controvalore emesso di 3,762 miliardi di euro (a fronte di una richiesta pari a oltre 4,7 miliardi).
Il Tesoro ha premiato i sottoscrittori con un tasso cedolare annuo reale dello 0,65%, pagato in due separate cedole semestrali; oltre alla parte variabile legata all’inflazione e ad un premio fedeltà per i privati che lo manterranno fino alla scadenza nell’ottobre 2027 (Isin IT0005388175).
I bond corporate sotto i riflettori
Continua con successo la fase di primario sui corporate, in questa settimana spicca il maxi collocamento dell’autostrada Brebemi, che ha emesso 2.154 miliardi di titoli con indirizzo a “project bond”, ossia indirizzati alle finalità ed obiettivi dell’azienda. Nello specifico si tratta di titoli indirizzati più alla conservazione nei portafogli che al trading di secondario. Una piccola tranche da 15 milioni con cedola variabile euribor 6 mesi+318.8 con scadenza al 2038 (Isin XS2059868989); stessa scadenza 2028 per 934 milioni con tasso fisso del 3.375% (XS2059870886); la tranche più corposa da 1.205 miliardi è uno zero coupon con scadenza 2040 estendibile al 2042 che al prezzo d’emissione 46.30 renderebbe a scadenza il 5.7% circa (IT0005388019); infine il subordinato da 172 milioni con scadenza 2029 e cedola semestrale euribor+650 (IT0005388068). Tutti i titoli hanno taglio da 200mila euro con multipli di mille tranne lo zero coupon che è 200mila euro con multipli di 200mila.
Il Credito Emiliano ha lanciato una nuova emissione senior non preferred da 500 milioni di euro scadenza sei anni che è stata lanciata con un premio di rendimento pari a 180 punti base sulla curva midswap. L’offerta ha attratto oltre 2,4 miliardi di ordini e la guidance di rendimento, partita dall”area dei 210 punti base, è stata poi corretta a 185/190 centesimi. L”emissione è callable alla pari in data 25 ottobre 2024. Il rating su Credem è’ Baa3 / BBB- /BBB.
Si ricorda che le obbligazioni senior non preferred sono poste nella gerarchia dei creditori in posizione “intermedia”, ovvero su un livello inferiore ai debiti senior con più” elevato grado di priorità, ma anche in posizione superiore e prioritaria rispetto al debito junior o subordinato. Questa posizione influisce sia sull’assorbimento patrimoniale, qualora questi bond fossero inseriti nel portafoglio titoli di una banca, sia in caso una banca assuma la qualifica di emittente, scegliendo i bond senior non preferred come strumento di funding.
Banco Bpm ha collocato un’obbligazione di tipo senior preferred a tasso fisso con scadenza il 28 gennaio 2025. Le prime indicazioni erano di 225 punti base sopra il tasso midswap. Oltre 1.25 miliardi di euro le richieste per il bond Bpm, quasi tre volte l’offerta per 500 milioni. Riviste al ribasso le prime indicazioni da 225 a 205-210 punti sopra il tasso midswap, ovvero attorno all’1. 80%. L’operazione è rivolta a soggetti istituzionali e il taglio minimo di investimento è di 100.000 euro. Rating dell’emissione Ba2/BBB. La cedola fissa è pari a 1.75% e l’Isin XS2072815066.
Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale SpA ha emesso una nuova obbligazione senior a 5 anni per un controvalore di 300 milioni di euro. Il bond paga una cedola annua fissa dell’1.50%, è stato collocato al prezzo di 99.604 per un rendimento a scadenza dell’1.583%. Lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille e rating BBB- (Isin XS2069960057).
La multinazionale francese specializzata nella fabbricazione e distribuzione di vini alcolici, Pernod Ricard, ha collocato un’obbligazione senior per un controvalore di 1.5 miliardi di euro, suddivisa in tre tranche da 500 milioni ciascuna. Nel dettaglio: la prima tranche ha scadenza 24 ottobre 2023 (Isin FR0013456423) e cedola pari a zero, la seconda tranche (FR0013456431) ha scadenza 24 ottobre 2027 e cedola 0.50%, la terza tranche ha scadenza 24 ottobre 2031 (FR0013456449) e cedola 0.875%. Rating dell’obbligazione Baa1/BBB+ e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.
Emissione in sterline per Citigroup rating A3/BBB+/A per 650 milioni con scadenza nell’ottobre 2026 e tasso dell’1.75%. Taglio minimo di 100mila euro con multipli di mille ed Isin XS2031277077.
In dollari la Bank of America A2/A-/A+ con complessivi 4 miliardi divisi in due titoli da 2 miliardi ciascuno, il primo con scadenza 2025 e cedola del 2.456%, taglio minimo da 2mila euro conn multipli di mille (Isin US06051GHW24); il secondo ha scadenza ottobre 2030 con cedola del 2.884% (Isin US06051GHX07).
Netflix tornerà a finanziarsi sui mercati con l’emissione di un nuovo bond da 2 miliardi di dollari, suddiviso in due tranche, di cui una nella valuta americana e l’altra in euro. Data dell’emissione, durata e cedola verranno comunicate nei prossimi giorni. La società dei video online ha rating Ba3/BB-.
A cura di Carlo Aloisio, Senior Broker presso Unicredit, per Itforum.it