Settimana che inizia su toni decisamente positivi, e non solo sul fronte azionario ma anche per quanto concerne le materie prime. Il mondo, con modalità differenti, si appresta a sperimentare i primi effetti delle progressive riaperture, nella speranza che la curva della pandemia non riprenda a salire man mano che vengono rimosse le variegate limitazioni allo spostamento di cose e persone implementate nelle settimane passate. In questo contesto lo sguardo dei mercati è tutto proiettato al futuro, ed i dati macro del passato, anche recente, vengono presto archiviati come il retaggio della fase peggiore del congelamento economico.
I dati macro
Non si potrebbe altrimenti spiegare l’imperturbabile ottimismo manifestato dagli operatori a cavallo del week-end malgrado da entrambe le sponde dell’Altlantico siano pervenuti dati catastrofici, che vanno dal crollo dei PIL europei nel primo trimestre (-2,2% in Germania, peggiore in un decennio, -1,7% in Olanda e flessioni nell’ordine del 5% in Italia, Francia e Spagna) che porta il saldo aggregato dell’Unione ad un robusto -3,8% nel primo quarto, all’altrettanto sensazionale contrazione delle vendite al dettaglio in USA che con un consuntivo ad aprile a -16,4% doppiano il già pesante dato di marzo (-8,3%) in un contesto in cui la produzione industriale registra un calo dell’11,2% che è il più significativo in 101 anni di storia (-13,7% la produzione manifatturiera).


La guerra Cina-Usa
E sul fronte diplomatico non va certo meglio tra Cina ed USA, anzi, le accuse si moltiplicano (un portavoce ufficiale della Casa Bianca avrebbe accusato Pechino di inviare cittadini infetti sulle tratte aeree internazionali per diffondere il virus), così come le minacciate ritorsioni o quelle già effettive, basti pensare al blocco statunitense all’invio di semiconduttori alla Huawei. Il 22 maggio è programmato il congresso del Partito Nazional Popolare cinese, e sono in molti ad attendere questo evento con il fiato sospeso, e non solo guardando a possibili interventi di supporto all’economia ma anche a potenziali contromosse diplomatiche dopo le molteplici accuse pervenute da più paesi sulla gestione della pandemia da parte del Dragone.
I segnali di tensione si riflettono in un rialzo dell’oro
I segnali di tensione sono comunque ravvisabili nelle performances dell’oro, che dopo aver passato forse fin troppo tempo in quarantena inizia a muoversi portandosi nella nottata ai nuovi massimi settennali, complici le parole del presidente della FED Powell che ha allertato i mercati su un processo di recupero economico che sarà lento e doloroso e che potrà facilmente estendersi ben addentro l’anno venturo.

A cura di Wings Parters Sim