Sono 542 i milioni di euro che i pm hanno sequestrato a Telecom Italia Sparkle e Fastweb nell’ambito dell’accordo per la revoca del commissariamento. Di questi, 493 milioni fanno campo alla controllata di Telecom: 298 sono quelli effettivamente sequestrati mentre 195 milioni sono destinati a due fidejuissioni (una a favore del Fisco, per 123 milioni, l’altra a favore della Procura, per 72 milioni). I restanti 49 milioni sono fidejuissioni fornite da Fastweb. L’obiettivo dei magistrati sembra quello di chiudere l’inchiesta relativa all’Iva indebitamente dedotta con le frodi carosello entro l’estate, come dimostrato dall’accordo trovato venerdì con le due società, che ha peraltro comportato la revoca, da parte del Gip, dell’udienza prevista per il 7 aprile.
Prosegue invece tutto il filone relativo al riciclaggio, e che vede coinvolti gli ex vertici di Telecom Italia Sparkle e Fastweb. I procuratori procederanno nei prossimi giorni ad un nuovo giro di interrogatori. In tutto sono 80 gli indagati, a vario titolo, per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, reati fiscali e violazione della normativa elettorale con l’aggravante mafiosa.
Intanto, il “sospeso” Stefano Parisi ha percepito uno stipendio di 3,9 milioni di euro. L’ex ad e dg di Fastweb, che si è autosospeso dagli incarichi ricoperti nella società in ottemperanza agli accordi con la procura, nel 2009 avrebbe percepito, secondo quanto riporta Milano Finanza questa mattina, un compenso in crescita del 38,2% rispetto al 2008. L’azienda e il socio Swisscom gli hanno riconosciuto la buona performance annuale. La fetta più grossa dello stipendio è costituita dai bonus ottenuti in qualità di dg di Fastweb e legati agli obiettivi di performance, oltre al piano di incentivazione del management. Si tratta della remunerazione più elevata tra i membri del board.