Il risultato complessivo ante operazioni non ricorrenti si è attestato a 26,9 milioni, +51,5% rispetto all’anno precedente.
Ciò permetterà al C.d.A. di proporre all’assemblea degli azionisti un dividendo pari a 0,033 euro per azione.
Sul fronte patrimoniale occorre rilevare che l’indebitamento è sceso da 190 a 150 milioni di euro, grazie alla capacità di generazione di cassa del Gruppo. Questi dati ben si conciliano con la vertiginosa crescita delle quotazioni che a febbraio 2009 avevano raggiunto quota 0,60 euro e adesso hanno superato i 4,00.
Il grafico della forza relativa del titolo rispetto all’indice italiano delle società a maggiore capitalizzazione è tornato su livelli straordinariamente alti e tutti i principali algoritmi di analisi tecnica continuano a mantenere un giudizio positivo sulla tendenza delle quotazioni. A differenza di quanto accade sul FTSE MIB i corsi di Amplifon hanno già superato i massimi di inizio anno e quelli disegnati nel 2009.
Da un punto di vista operativo, se il movimento toro dovesse fermarsi a rifiatare, il supporto a 3,80 euro rappresenterebbe un livello d’ingresso molto interessante per una strategia volta al raggiungimento di 4 e 4,15 euro.
Suggeriamo di chiudere la posizione se le quotazioni dovessero ritracciare oltre i 3,70 euro.