Quiete prima della tempesta

Le apparenze, invece, ingannano: il grado di volatilità intraday è infatti salito notevolmente, e nei 10 minuti successivi all’uscita del dato UsdJpy, Eurusd e GbpUsd hanno avuto oscillazioni in un range di circa 80 pip. Chiaro che le chiusure di venerdì sera hanno visto qualche discesa: con il weekend lungo negli USA (oggi i mercati obbligazionari e azionari USA sono chiusi) molti trader hanno voluto prendere profitto e alleggerire le proprie posizioni.

Quando ci sono vacanze da parte dei trader USA, come oggi, si assume che il mercato rimanga in un range senza grandi sorprese. E’ pur vero che i trader europei potrebbero spingere il mercato, vista la diminuita liquidità, ma i dati raccontano un’altra storia: il range EurUsd nelle giornate di chiusura degli USA arriva al 50% del range giornaliero tipico (circa 80 pip vs. circa 160 pip di media).

Senza dati importanti da parte degli USA questa settimana, il range in effetti potrebbe contrarsi per diverse valute. Parlando di dati, analizziamo un attimo i NFP di venerdì: abbiamo visto quanto intervento governativo c’è nel mercato del lavoro americano. In precedenza, le assunzioni per il Census Bureau hanno dato una spinta al mercato lavorativo USA, ma ora che non c’è più questa componente, I NFP sono ricaduti in territorio negativo.

125k americani sono stati licenziati a giugno, anche se il settore privato continua a cercare nuovi occupati ed in effetti ne ha aggiunto circa 83k. Dunque il dato ADP ha preparato il mercato ad un dato NFP peggiore di quello realizzato, ed il tasso di disoccupazione è clamorosamente sceso al 9,5%. Non è molto rassicurante invece il quadro generale sul mercato del lavoro: il mercato del lavoro comunque si è contratto, e il lavoratore medio americano lavora meno ore e guadagna di meno.

I trader, dunque, potrebbero legittimamente spostare ora il loro tiro contro il USD, dopo aver picchiato l’Euro per tutti questi mesi. Parlando dell’area euro, questa settimana arriva di nuovo la BCE con il meeting sui tassi. Come di consueto, non dovrebbe esserci alcuna variazione sui tassi e quindi i trader si focalizzeranno sulle eventuali dichiarazioni o su parole particolari spese sulla questione creditizia europea. In particolare, molti analisti credono che la Spagna potrebbe incorrere in problematiche che la forzeranno a usare i fondi disposti da IMF/EU, e questo si tradurrebbe in un ulteriore periodo di incubi per l’Euro.

UsdJpy – grafico orario

Passiamo all’analisi tecnica dove troviamo una buona stabilità dell’euro, dopo aver raggiunto un’interessante e forte area di supporto ed aver ripreso 400 punti in due giorni di scambi. Stiamo parlando del livello di resistenza posto a 1.2670, massimo degli ultimi due mesi di trading, visto l’ultima volta il 21 maggio scorso e distante solamente 50 punti dal massimo registrato dal cambio venerdì.

Un altro livello importante per le evoluzioni dei prezzi nel breve è dato da 1.2470. Sino a che uno dei due livelli, distanti fra loro circa 200 punti non sarà oltrepassato non sarà facile propendere per una o l’altra parte, ma appena il mercato darà un segnale molto probabilmente la strategia migliore sarà di breakout accontentandosi di ciò che arrivi senza aspettarsi un trend definito: è ancora troppo complesso infatti capire cosa ci attenda nei prossimi mesi.

Il cambio UsdJpy è ancora contenuto all’interno di una tendenza negativa, anche se forse nel breve potremmo assistere ad un cambiamento. È abbastanza evidente di fatti, da un grafico orario, come i prezzi si trovino molto vicino alla trendline ribassista, seguita dal cambio durante gli ultimi dieci giorni: oltre a questo  aggiungiamo poi che un’area di resistenza statica potrebbe fornire l’ulteriore conferma di una definitiva rottura rialzista. Stiamo parlando dell’area di congestione sostanzialmente compresa fra 87.95 (la trendline di cui parliamo sopra) e 88.25 (il livello di resistenza statica).

Un’eventuale risalita dei prezzi oltre questo livello avrebbe come obiettivo più ambizioso nell’immediato 89.80.
L’euro nei confronti dello yen si trova piuttosto vicino ad una forte area di resistenza. Nei pressi di 111 infatti si concentrano una grande quantità di livelli di massimo, su candele orarie, mostrati fra il 23 ed il 27 giugno scorso. 109.50 è da considerare invece un buon supporto, valido per la giornata e strategie di breve.

Continua stabile la rincorsa del cable. Continuiamo a credere che il livello obiettivo sia da ricercare nei pressi di 1.55, mentre data la precisione con cui l’ha rispettata, la trendline inferiore che guida la salita da alcune settimana e fornisce il livello di supporto poco al di sotto di 1.50 figura.
Continua a rimanere molto poco scambiato il cambio GbpJpy con una tranquillità che non gli appartiene. La linea che congiunge i massimi decrescenti da inizio giugno transita per le prossime ore nei pressi di 135, crediamo valga la pena attendere un test per provare un’ulteriore tenuta ed conseguente indebolimento che continuiamo a pensare possa condurre a 130.50.

La risalita della moneta unica ha contagiato anche il cambio EurChf, facendo tirare un sospiro di sollievo dal minimo visto a 1.3080 giovedì. Il quadro tecnico lascia pensare che solamente un ritorno al di sopra di 1.3580 prima e 1.3750 poi possa segnalare qualcosa di più duraturo. 1.3290 e 1.3080 sono i due supporti ad una ripresa della forte tendenza ribassista.

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