Anche nell’industria del risparmio gestito, l’Italia diventa una preda allettante. Così, un nuovo attore sta puntando al nostro mercato, nella fattispecie a istituzionali, asset manager, private bankers e reti di promotori finanziari. E lo fa con prodotti che hanno come stile di gestione quello value, orientato alle azioni europee. Si tratta di Metropole Gestion, una boutique finanziaria creata nel 2002 da François-Marie Wojcik e Isabel Levy, precursori dello stile d’investimento value in Europa. È una società indipendente di gestione di portafogli specializzata nello stockpicking (azioni europee, dell’eurozona), nel bond-picking (obbligazioni dell’eurozona e convertibili) e nel fundpicking (multigestione). A raccontarci il piano strategico e gli obiettivi della maison degli investimenti che ha sede a Parigi in rue des Filles Saint- Thomas 9, vicino alla Borsa, è François Carlotti, direttore generale delegato e responsabile dello sviluppo di Metropole Gestion. Oggi il gruppo francese amministra patrimoni per 2,6 miliardi di euro ed è al quarto posto tra le boutique indipendenti specializzate nella gestione del risparmio e conta su 36 persone, di cui 12 gestori. Oggi sono tre i fondi autorizzati in Italia: il Metropole selection, Metropole euro, Metropole avenir europe.
Come si può sintetizzare la storia del gruppo?
Quello di Metropole Gestion è il business tipico di una boutique francese del risparmio. È stata creata nel 2002. Sono solo nove anni ma nell’ambito dell’asset management comincia a essere una buona finestra temporale, nell’ottica del track record. È la seconda boutique che François-Marie Wojcik e Isabel Levy hanno creato. La prima si chiama CCR gestion, asset manager specializzato nella gestione di tipo value azioni Europa della Commerzbank basata a Parigi che un anno fa è stata venduta a Ubs Parigi. Metropole Gestion ha creato una gamma completa di prodotti ispirata a una filosofia omogenea incentrata sullo stile value, ossia sulla selezione di titoli sottovalutati e caratterizzati da un particolare fattore rialzista. Un concetto introdotto in Europa appunto da François-Marie Wojcik alla fine degli anni ‘90, poi perfezionato da Isabel Levy, che persegue l’acquisto di titoli a prezzi inferiori al loro valore effettivo, consentendo così agli investitori di ridurre al minimo i rischi e di ottimizzare la redditività di medio periodo. I comparti sono perlopiù azionari ma esistono anche, grazie all’expertise di Isabel Levy sull’obbligazionario, due fondi, il corporate bond e il convertible che stanno andando bene e che però non sono autorizzati in Italia. Ne parliamo con il dg Francois Carlotti.
A chi vi rivolgete?
Soprattutto agli investitori istituzionali (che oggi sono il 75%) come fondi pensione, istituti di previdenza, fondi propri di assicurazioni e banche. Uno dei nostri punti di forza è il servizio, di altissimo livello dato che consideriamo la relazione un fattore di grande rilievo.
Quali sono state le tappe più rilevanti della società?
Nel 2007 c’erano masse in gestione per 2,6 miliardi poi, dopo la crisi, gli attivi sono scesi a 1,5 miliardi ma senza aver perso alcun cliente. E di questo andiamo molto orgogliosi. Io sono arrivato nell’agosto del 2010: le masse erano circa 1 miliardo di euro, ora sono a 2,6 miliardi. La nostra flagship è il fondo Metropole selection con masse per più di 750 milioni di euro. Noi non facciamo fixed income emergente o high yield. Siamo tra i primi nelle vendite nell’european equity, la quasi totalità dei nostri fondi sono domiciliati a Parigi e parecchi sono registrati in Italia. Abbiamo appena ottenuto il riconoscimento per la gestione di titoli azionari dell’eurozona nell’arco di un triennio, e siamo stati definiti da Le Revenu (la rivista che proclama ogni anno i migliori professionisti della gestione del risparmio) la “regina dei fondi d’investimento”.
Quali sono le strategie a livello europeo e italiano?
Il primo capitolo, quello fino al 2010, si è compiuto. Ora gli obiettivi sono rafforzare il marchio, lo stile e il segmento di clientela. Il secondo capitolo lo abbiamo iniziato nel 2010, vogliamo crescere, abbiamo clienti fedeli ma vogliamo aprirci a retail, banche, asset managers e promotori finanziari. Dal punto di vista geografico, abbiamo iniziato il nostro processo di internazionalizzazione con la Germania a Francoforte dove abbiamo una sede. A Milano apriremo una sede tra qualche mese e intanto stiamo facendo accordi di distribuzione a livello globale con i maggiori player sul mercato. A seguire, c’è la Svizzera, nello specifico Zurigo. Nel 2012 avremo queste sedi, dopo guarderemo al Benelux. Sull’Italia siamo molto selettivi, contatteremo solo un elenco ristretto di interlocutori ma stiamo guardando a diversi segmenti di clientela.