Sarà anche una regione che fatica a riprendersi dalla crisi, ma la Liguria si dimostra in grado di dare lavoro a ben 1.378 promotori finanziari, vale a dire oltre il 70% dei promotori iscritti all’albo residenti in regione (1.959 in tutto), una percentuale decisamente elevata rispetto alla media nazionale. Quello ligure non è tuttavia un mercato omogeneo almeno a giudicare dai dati elaborati da BLUERATING come sempre sulla base dei dati ufficiali disponibili pubblicamente sul sito dell’Albo nazionale dei promotori finanziari italiani.
La prima cosa che balza all’occhio è un grado elevato di concentrazione, cosa peraltro che abbiamo rilevato abbastanza costantemente durante tutto il nostro “giro d’Italia” delle reti. In questo caso però se le prime dieci sigle raccolgono poco meno del 71%, il dato balza a quasi l’89% se si contano le prime venti società: il particolare curioso è che sono oltre 60 le sigle che risultano avere conferito un mandato a promotori liguri, il che fa sospettare che una parte almeno di loro possa in realtà essere operativa presso regioni limitrofi come Piemonte, Lombardia o Emilia Romagna, altrimenti dovremmo pensare che esiste un mercato costituito dai “primi della classe”, con oltre 100 promotori a testa (le prime cinque società), una seconda fascia di reti di medie dimensioni, tra la ventina e il centinaio scarso di professionisti, e una fascia residuale di società che hanno poco più che una presenza simbolica, inferiore ai 20 promotori a testa (anzi spesso inferiore ai 10 promotori).
La sensazione che la Liguria sia comunque una regione molto “chiusa” dal punto di vista della distribuzione (o che “presti” parte dei suoi professionisti a regioni confinanti) è del resto confermata dal fatto che se anziché le singole sigle si considerano i gruppi di riferimento, i primi dieci intermediari raccolgono poco meno dell’80% del totale con 1.100 professionisti all’attivo (numero che sale a 1.219 promotori, l’88,5% del totale, se si considerano i primi 15 gruppi). Tra le “prime della classe” vince la classifica sia per singola società (col Sanpaolo Invest, forte di 144 mandati) sia come gruppo di riferimento Intesa Sanpaolo (269 professionisti in tutto).
Alle sue spalle, se consideriamo le singole sigle, si piazzano Mediolanum (123 uomini) e Fideuram (119 promotori), con Fineco e Azimut/Az Invest appaiati a quota 103 promotori a chiudere il gruppo di società con oltre 100 mandati a testa. Se invece si guarda ai gruppi di riferimento, allora la piazza d’onore va al gruppo Generali (153 uomini in tutto), davanti al gruppo UniCredit (137 professionisti), Mediolanum e Azimut. Staccati di una manciata di mandati da questo gruppetto si notano Finanza & Futuro (90 uomini, oltre a un collega con la maglia della capogruppo Deutsche Bank), staccata di un’incollatura nella classifica per società da Banca Generali (92 promotori), e Carige, primo dei gruppi locali presenti in classifica con 76 promotori (che salgono a 81 considerando altri colleghi con le insegne di alcune controllate del gruppo ligure).