Quando si parla di fisco e finanza, non si può dire che non ci siano questioni su cui ragionare tra l’Italia e la Svizzera. Due, tanto per cominciare: modello di convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti e introduzione di un’imposta alla fonte sui futuri redditi da capitale. E ancora: accesso ai mercati finanziari, black list esistenti, revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni e accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri. Di tutto questo hanno discusso il 9 maggio Carlo Baldocci, consigliere diplomatico del ministro dell’Economia Mario Monti, e Michael Ambühl, segretario di Stato del dipartimento federale delle finanze svizzero e capo della segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali.
Quella è stata l’occasione, per le due parti, di mettersi d’accordo sull’istituzione di un gruppo di pilotaggio che possa darsi da fare per risolvere le questioni pendenti menzionate.
Ebbene, il gruppo si è riunito per la prima volta giovedì 24 maggio a Roma, presso il ministero dell’Economia. Al centro dell’incontro, presieduto da Baldocci per l’Italia e da Ambühl per la Svizzera, tutti i temi menzionati il 9 maggio. “In un clima molto cordiale e costruttivo”, ha precisato il ministero in una nota, e “in maniera approfondita”.
Il vice ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha incontrato Ambühl al termine dei colloqui. Ora il gruppo di pilotaggio, che coordinerà gli incontri tecnici sulle diverse questioni, si riunirà di nuovo entro la fine di giugno a Berna. Il presidente del Consiglio italiano Mario Monti e la presidente della Confederazione svizzera Eveline Widmer-Schlumpf si vedranno invece a Roma il 12 giugno.